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	<title>Tech news Archives - Open-Box</title>
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	<description>Open-Box - Software, Comunicazione, Social media &#38; Digital PR</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Jun 2024 08:04:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tech news Archives - Open-Box</title>
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	<item>
		<title>Cosa sono e a cosa servono gli NFT (Non-fungible tokens)</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/cosa-sono-e-a-cosa-servono-gli-nft-non-fungible-tokens/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[OpenBox]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 09:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un po’ di tempo a questa parte si sente spesso parlare di NFT, acronimo di Non-fungible tokens (Gettone Digitale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da un po’ di tempo a questa parte si sente spesso parlare di <strong>NFT, acronimo di Non-fungible tokens</strong> (Gettone Digitale Non Fungibile o Non Replicabile, in italiano), ma <strong>cosa sono esattamente, a cosa servono e perché utilizzarli</strong>?</p>



<p>Cerchiamo, insieme, di <strong>chiarire un po’ le idee su questo nuovo fenomeno</strong>, spiegandolo in modo semplice (impresa tutt’altro che agevole!).</p>



<p>In effetti, per comprenderlo a pieno sarebbe necessario possedere <strong>conoscenze in ambito FinTech</strong> e <strong>dimestichezza con concetti come cryptovaluta, blockchain e token.</strong></p>



<p>Non abbiamo la presunzione di esaurire un argomento tanto complesso con un singolo contenuto, per questo<strong> ci limiteremo a rispondere ad alcune delle domande più frequenti sul tema. </strong></p>



<p><strong>Iniziamo.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono gli NFT</strong></h2>



<p>Quando senti <strong>nominare gli NFT</strong> devi innanzitutto sapere che si sta parlando di <strong>opere digitali, uniche, non riproducibili e non modificabili</strong>, in quanto <strong>registrate su blockchain e certificate</strong>.</p>



<p>Questi token, quindi, sono pensati per essere a tutti gli effetti dei veri e propri <strong>oggetti da collezione.</strong></p>



<p>La <strong>blockchain</strong> è un <strong>registro di contabilità condiviso e immutabile</strong>, utilizzato per:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>facilitare il processo di <strong>registrazione delle transazioni</strong>;</li><li><strong>tenere traccia dei beni</strong> in una rete commerciale;</li><li>instaurare un <strong>rapporto di fiducia</strong>.</li></ul>



<p>Viene considerato un <strong>sistema affidabile e sicuro</strong> in vari settori, dalle banche alla pubblica amministrazione, e <strong>non solo per la circolazione delle cryptocurrency</strong>. </p>



<p>Grazie alla blockchain, infatti, si è avuto accesso ad un<strong> sistema per scrivere informazioni pubbliche e non modificabili su un registro digitale</strong>.</p>



<p>Di conseguenza, <strong>un’opera certificata NFT e registrata su blockchain è unica e dal valore elevato.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa vuol dire<em> </em>“non fungibile”?</strong></h2>



<p>Come già indicato prima, il <strong>termine NFT </strong>è l’<strong>acronimo di “Non-Fungible Token”</strong>, dove <strong>non fungibile</strong> indica qualcosa di <strong>unico, non replicabile e non sostituibile</strong>.</p>



<p>Per capirci, un <strong>Bitcoin è fungibile</strong>, poiché può essere sostituito con un altro, <strong>mentre gli NFT no</strong>.</p>



<p>Gli <strong>NFT </strong>possono essere riconosciuti in qualsiasi <strong>oggetto digitale</strong> &#8211; un video, una foto, una GIF, un testo, un articolo, un audio &#8211; e nel momento in cui vengono <strong>certificati come NFT</strong>, valgono come se <strong>l’autore vi avesse apposto la firma</strong>. Un po’ come accade, nel “mondo fisico”, con le copie serigrafate di un’opera d’arte. </p>



<p>Da quel momento in poi, quindi, <strong>nessuno può contestarne l’autenticità</strong>!</p>



<p>Così è nata la<strong> Crypto Art</strong>, che ha ottenuto un successo clamoroso nell’ultimo anno; essa consiste nel <strong>produrre opere d’arte certificate con NFT</strong> per v<strong>ederle all’asta </strong>anche a centinaia di migliaia o milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>A cosa servono gli NFT</strong></h2>



<p>Se ti stai chiedendo per quale motivo qualcuno dovrebbe <strong>spendere tanti soldi per comprare qualcosa di virtuale</strong>, la risposta è che <strong>acquistare NFT è come possedere delle azioni</strong>.</p>



<p>Sono a tutti gli effetti <strong>un investimento</strong> per il futuro, poiché <strong>non acquisti l’opera d’arte nel senso stretto del termine</strong>, ma ti garantisci la <strong>possibilità di rivendicarne la proprietà</strong> e, eventualmente, <strong>rivenderla in futuro</strong>.</p>



<p>Come qualsiasi azione o strumento finanziario, <strong>un NFT acquistato ora potrebbe acquisire valore nel tempo</strong> ed essere rivenduto a un prezzo molto più alto.</p>



<p>Al momento, <strong>gli NFT più diffusi riguardano l’arte digitale</strong>, come disegni, foto, gif o illustrazioni, tuttavia il potenziale è molto più ampio.</p>



<p>Basti pensare al precedente creato da <strong>Jack Dorsey, ex CEO di Twitter,</strong> che ha <a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://www.theverge.com/2021/3/22/22344937/jack-dorsey-nft-sold-first-tweet-ethereum-cryptocurrency-twitter" target="_blank"><strong>venduto come NFT il primo tweet della storia</strong></a> a 2,9 milioni di dollari.</p>



<p><strong>Gli NFT costano tanto</strong> perché l’<strong>entusiasmo della comunità crittografica</strong> di investire in questo genere di opere ha fatto <strong>salire i prezzi alle stelle</strong>.</p>



<p>Inoltre, grazie agli NFT, <strong>un artista digitale può guadagnare dal proprio lavoro</strong> e la loro unicità ne aumenta il valore.</p>



<p>Quindi, per rispondere alla domanda iniziale, <strong>gli NFT servono come investimento</strong>. Per <strong>trarne profitto</strong>, però, bisogna acquistare e poi <strong>scegliere il momento giusto per rivendere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come acquistare NFT</strong></h2>



<p>Se vuoi cavalcare l’onda e provare a <strong>finalizzare un guadagno, acquistando NFT</strong>, devi seguire degli step.</p>



<p>Come abbiamo detto, ti consigliamo di <strong>effettuare un simile investimento</strong> se hai <strong>dimestichezza con la tecnofinanza</strong>.</p>



<p>Semplificando, per <strong>acquistare NFT</strong> devi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Possedere un wallet, un portafoglio digitale;</li><li>Possedere delle criptovalute;</li><li>Avvalerti di una blockchain. Quella più utilizzata al momento è <a href="https://ethereum.org/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)"><strong>Ethereum</strong></a>.</li></ul>



<p>Mentre, se sei<strong> creatore di NFT</strong> e vuoi vendere le tue opere, i <strong>migliori market place</strong> dove venderli sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.coinbase.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Coinbase</a>;</li><li><a href="https://opensea.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">OpenSea</a>;</li><li><a href="https://superrare.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">SuperRare</a>;</li><li><a href="https://rarible.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Rarible</a>;</li><li><a href="https://niftygateway.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Nifty Gateway</a>;</li><li><a href="https://mintable.app/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Mintable</a>;</li><li><a href="https://makersplace.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Makersplace</a>;</li><li><a href="https://foundation.app/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)">Foundation</a>.</li></ul>



<p>Nel <a href="https://nonfungible.com/subscribe/nft-report-2020-free" target="_blank"><strong>NFT Report 2020, pubblicato da Atelier BNP Paribas e Nonfungible.com</strong></a>, viene documentato che il <strong>mercato degli NFT ha superato i 250 milioni di dollari</strong>, con un +66% di compratori e +24% di venditori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pro e contro degli NFT</strong></h2>



<p>Il <strong>vantaggio più ovvio degli NFT è l&#8217;efficienza del mercato</strong>, poiché la <strong>conversione di un bene fisico in uno digitale</strong> snellisce i processi e <strong>rimuove gli intermediari</strong>.</p>



<p>Uno degli<strong> svantaggi</strong> principali, invece, è che potresti <strong>perdere l&#8217;accesso al tuo token non fungibile</strong> se la piattaforma che ospita l&#8217;NFT fallisce.</p>



<p>Insomma, in poche parole, è <strong>un mercato in piena evoluzione</strong> che probabilmente <strong>darà grandi risultati in futuro</strong>, quindi sta a te decidere se entrare in gioco oppure no.</p>



<p>Ma, come abbiamo già sottolineato, il nostro consiglio è di avvicinarti a questo tipo di investimento <strong>solo dopo aver acquisito le nozioni necessarie</strong> o, ancora meglio, <strong>affidandoti ad un consulente FinTech che possa seguirti in questo percorso ancora poco esplorato</strong>. </p>
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		<item>
		<title>Questo è il mindset giusto per lavorare bene da remoto</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/mindset-lavorare-da-remoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 15:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da remoto]]></category>
		<category><![CDATA[mindset]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/mindset-lavorare-da-remoto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mentalità con la quale ci approcciamo allo smart working può renderci più produttivi. Vediamo insieme qual è il giusto mindset per lavorare da remoto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Secondo quanto affermato da un recente <strong>studio realizzato dalla prestigiosa Cambridge Judge Business School</strong> (lo trovi <a href="https://www.jbs.cam.ac.uk/insight/2022/remote-working-mindset/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)"><strong>qui</strong></a>), la mentalità con la quale ci approcciamo allo <strong>smart working</strong> può renderci<strong> più produttivi</strong>.</p>



<p>Per ottenere <strong>risultati soddisfacenti lavorando da remoto</strong> occorrono alcuni <strong>fattori essenziali</strong>, come <strong>un ambiente privo di distrazioni, illuminato adeguatamente </strong>(preferibilmente con luce naturale per la maggior parte del tempo) e <strong>configurato tecnologicamente in modo adatto</strong>.</p>



<p>Ciononostante, anche disponendo di queste risorse, <strong>alcuni riescono ad essere produttivi</strong> <strong>mentre altri hanno grandi difficoltà</strong>, preferendo il lavoro in ufficio.</p>



<p>Perché accade questo?</p>



<p>Di certo, molto dipende dalla <strong>predisposizione a lavorare in team a distanza</strong>, così come <strong>dall’età e dalla personalità individuale, </strong>ma non solo!</p>



<p>Secondo lo studio summenzionato, intitolato <strong>“Remote work mindsets predict emotions and productivity in home office: a longitudinal study of knowledge workers during the COVID-19 pandemic”</strong> e pubblicato su Human-Computer Interaction, <strong>c’è un fattore che conta più degli altri: la giusta mentalità</strong>.</p>



<p>La pandemia ha acceso un ampio <strong>dibattito sui vantaggi e gli svantaggi dello smart working</strong>, e questo studio è giunto alla conclusione che <strong>essere più produttivi dipende molto dal nostro approccio mentale al lavoro a distanza</strong>.</p>



<p>Vediamo perché.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meno produttivi con mentalità fissa</strong></h2>



<p>Il <strong>team di Cambridge</strong> ha intervistato <strong>113 lavoratori svizzeri</strong>, provenienti da settori tra cui istruzione, IT, consulenza e salute, scoprendo che <strong>coloro che hanno una &#8220;mentalità di crescita&#8221;<em> </em>nel lavorare a distanza se la cavano meglio</strong>.  </p>



<p>Questa non è una novità in senso stretto, poiché molte ricerche hanno dimostrato che<strong> i bambini che pensano di poter migliorare le proprie prestazioni,</strong> impegnandosi, sono <strong>più resilienti e di successo</strong> rispetto ai bambini che pensano, invece, dipenda tutto da un <strong>talento innato</strong>. </p>



<p>La ricerca ha dimostrato che questo è vero anche per chi <strong>lavora a distanza</strong>: la <strong>mentalità conta</strong>, basta comprendere che <strong>lavorare bene da remoto è un&#8217;abilità da poter sviluppare e non una caratteristica della personalità individuale.</strong></p>



<p>Lo studio evidenzia, attraverso le interviste effettuate, che </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;i lavoratori d&#8217;accordo sul fatto che le persone siano o meno predisposte per lavorare a distanza tendevano a provare emozioni più negative e meno produttive durante lo smart working&#8221;</em>.</p></blockquote>



<p>Cosa vuol dire? In pratica, alcuni lavoratori sono <strong>convinti che per riuscire ad essere produttivi lavorando da remoto sia necessario esserci portati</strong>, avere come una propensione naturale a questa modalità di lavoro. Di conseguenza, <strong>chi è privo di questa mentalità innata è condannato ad esprimersi male o peggio con lo smart working</strong>. </p>



<p>Lo studio condotto dal Dr. Jochen Menges della Cambridge Judge Business School e dell&#8217;Università di Zurigo ha, invece, dimostrato che <strong>per riuscire nel lavoro da remoto è necessario abbandonare questo approccio deleterio e convincersi che quella propensione non è affatto naturale e innata, ma può essere appresa</strong>, come una qualsiasi skill e competenza professionale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mentalità di crescita e buona volontà</strong></h2>



<p>Quindi, per <strong>essere produttivi in smart working </strong>bisogna avere <strong>una mentalità di crescita</strong> e <strong>pensare al lavoro da remoto come ad</strong> <strong>un’abilità da acquisire e perfezionare.</strong></p>



<p>Viviamo in un periodo storico in cui, a causa principalmente della pandemia, <strong>il ricorso a modalità di lavoro più fluide e flessibili è e sarà sempre più diffuso</strong>, e sapere che<strong> tutti i lavoratori possono imparare ed essere produttivi a patto di avere il giusto mindset e tanta buona volontà a cambiare e adeguarsi</strong>. </p>



<p>I lavoratori e i datori di lavoro dovranno capire che <strong>i migliori strumenti e flussi di lavoro per lavorare a distanza</strong> <strong>sono accessibili a tutti,</strong> ed <strong>anche chi fa più fatica ad adeguarsi può migliorare se si convince che non esiste un limite di carattere fisiologico insormontabile</strong>, che lo rende semplicemente inadeguato. </p>



<p><strong>Può imparare, come fa con qualsiasi altra competenza acquisita e da acquisire.  </strong></p>



<p><strong>Ecco cosa serve per lavorare bene da remoto!</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Facebook Horizon: oltre l’orizzonte del social media marketing</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/facebook-horizon-social-media-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[OpenBox]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 11:39:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Horizon]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà Virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/facebook-horizon-social-media-marketing/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuovi scenari si aprono per brand e marketers grazie alle opportunità offerte da Facebook Horizon, che sembra voler andare ben...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading"><em>Nuovi scenari si aprono per brand e marketers grazie alle opportunità offerte da Facebook Horizon, che sembra voler andare ben oltre l’attuale significato di social media.</em></h4>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Immagina un futuro in cui essere presenti sia una costante, anche a distanza. Un futuro in cui <strong>i limiti della tecnologia odierna vengano superati</strong>, in cui creare un tuo personalissimo mondo come più ti piace.</p>



<p>Facebook non l’ha solo immaginato. Ha riconosciuto che il futuro delle comunicazioni interpersonali è legato alla presenza, <strong>alla convergenza della realtà fisica e di una realtà virtuale</strong>, che lascia aperte nuove opportunità di connessione tra amici, familiari e persino colleghi. </p>



<p>Ed è proprio questo il concetto alla base di Horizon.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un mondo sempre più connesso</strong></h3>



<p>Secondo l’ultimo <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2020/02/report-digital-2020-in-italia-cresce-ancora-lutilizzo-dei-social" target="_blank">report</a> elaborato da We Are Social sull’utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie nel 2020, gli utenti di Internet nel mondo sono <strong>4,54 miliardi</strong>, e le persone presenti e attive sui social 3,8 miliardi. </p>



<p>In media, spendiamo 3 ore e 40 minuti su device mobile, e il 50% di questo tempo è impiegato su app social e di comunicazione in generale. </p>



<p>Inoltre, solo in Italia, si registrano 50 milioni di persone connesse online regolarmente, delle quali <strong>35 milioni attive sui canali social</strong>. </p>



<p>Questi numeri forniscono un’idea piuttosto precisa di quanto comunicare stia acquisendo un’importanza sempre maggiore, in particolar modo durante (e conseguentemente) un periodo complicato come quello della pandemia.</p>



<p>Infatti, in tutto il mondo i contatti fisici a livello sociale si sono decisamente limitati: ci siamo ritrovati a passare in casa più tempo del solito e ci siamo relazionati con famiglia, amici e colleghi quasi esclusivamente attraverso mezzi di comunicazione online.&nbsp;</p>



<p>In questo contesto, anche l’uso di <strong>app per la realtà virtuale</strong> è inevitabilmente cresciuto, sopperendo alla necessità di effettuare attività che, in altre condizioni, si sarebbero svolte di persona.&nbsp;</p>



<p>La sensazione di essere lì, in uno stesso spazio virtuale nel quale non sussistono limiti, è diventato un imperativo ancora più forte di qualunque altro tipo di comunicazione. </p>



<p>Abbiamo raggiunto il bisogno di <strong>essere presenti gli uni agli altri</strong> vivendo in un mondo cambiato, che per necessità tende a mantenere le persone forzatamente più distanti.</p>



<p>Ed ecco che Horizon arriva a offrire un nuovo tipo di interazione sociale, differente da qualunque altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Horizon: esplora, gioca, crea</strong></h3>



<p>Siamo già ampiamente abituati a condividere pensieri, emozioni e passioni sui nostri profili social, e questo ci ha permesso di creare legami più e meno stabili nel corso del tempo. </p>



<p>Adesso, <strong>la realtà virtuale è capace di portarci in un’altra dimensione</strong>, in cui queste relazioni possono diventare ancora più significative.&nbsp;</p>



<p>Dopo aver acquistato <strong>Oculus</strong> nel 2014, rilasciato una gamma di visori ed effettuato una serie di aggiornamenti nel corso dei mesi, a fine agosto Facebook ha lanciato <strong>la versione beta</strong> (solo su invito) di Horizon. </p>



<p>Non si tratta semplicemente di un altro modo di usare il social, ma mette a disposizione degli utenti una realtà in cui incontrarsi, comunicare, creare e, perché no, anche divertirsi.&nbsp;</p>



<p>Horizon è in costante evoluzione, <strong>frutto delle libere creazioni della sua community</strong>. </p>



<p>Offre la possibilità di connettersi con persone da tutto il mondo, partecipare ad eventi, giocare da soli o in team, e testare la propria immaginazione su vari tipi di attività.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Social VR e social media marketing</strong></h3>



<p>In Horizon nulla è lasciato al caso: gli avatar mostrano le espressioni dei rispettivi utenti, l’audio si regola in base allo spazio fisico che l’avatar attraversa (per cui più si avvicina a una fonte di rumore più questo aumenta di volume), e ogni oggetto può essere manipolato usando il proprio tocco.</p>



<p>Dal punto di vista dei brand, questo rappresenta un nuovo modo di coinvolgere i clienti, offrendo loro <strong>una customer experience originale e personalizzata</strong>: un’azienda può adottare un approccio diverso, creare un proprio mondo virtuale, usarlo per lanciare campagne pubblicitarie, e lasciare che gli utenti lo esplorino provando i prodotti, andando alla ricerca di elementi “nascosti” (per esempio codici sconto o regali) e interagendo in modo del tutto naturale, proprio come accadrebbe nella vita reale. </p>



<p>Per i marketers, invece, Horizon rappresenta una sfida continua, fatta di collaborazioni, creatività, gamification, in evoluzione e sperimentazione costanti.&nbsp;</p>



<p>Più in generale, guardando l’attuale panorama digital, è evidente che il modo migliore per entrare in contatto con Generazione Z e Millennial sia “sfruttando” <strong>l’AI, gli eSports e i videogiochi</strong>. </p>



<p>Pensiamo solo che, visto il maggiore distanziamento sociale a cui siamo sottoposti, si prevede che i gamer arriveranno ad essere <strong>2,7 miliardi</strong> in tutto il mondo entro la fine del 2020, un dato che lascia intravedere un ampliamento notevole del mercato attuale per molti marchi.</p>



<p>Gli appassionati di gaming si rivelano consumatori attivi non solo di prodotti legati al gioco, ma anche di prodotti di fashion e beauty, un’ottima opportunità di monetizzazione per quei brand che riescono a coglierla, andando lì dove sono i propri consumatori.</p>



<p>In conclusione, esplorare mondi virtuali nei quali crescere, cambiare, trovare ispirazione e sbizzarrire la propria creatività, apre la strada a opportunità potenzialmente infinite, tanto per i brand quanto per i content creators.&nbsp;<br></p>
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		<title>Google dà voce al linguaggio dei gesti (forse)</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-voce-linguaggio-dei-gesti-forse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 11:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Google Gesture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A leggere il titolo potreste pensare che il caldo di Luglio ci abbia fatto un brutto scherzo. No, i climatizzatori...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A leggere il titolo potreste pensare che il caldo di Luglio ci abbia fatto un brutto scherzo. No, i climatizzatori dell&#8217;ufficio funzionano bene e la notizia è quantomai seria e sorprendente.</p>
<p>Tre studenti svedesi hanno ideato <strong>Gesture</strong>, un progetto che attraverso delle fascie wearable e un&#8217;app convertirebbe il linguaggio dei gesti in parole. Come? Attraverso la &#8220;lettura&#8221; dei movimenti dei singoli muscoli, così da non perdersi neanche il più piccolo gesto di mani e dita. Questi movimenti saranno poi reinterpretati e tradotti in voce da una app scaricabile su smartphone e tablet, un modo semplice per rendere questa possibile innovazione &#8220;quotidiana&#8221; e facile da integrare in ogni aspetto della vita di chi ne fa uso.</p>
<p><iframe title="Google Gesture" src="https://player.vimeo.com/video/98134714?dnt=1&amp;app_id=122963" width="1170" height="658" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L&#8217;idea dei tre ragazzi, David Svedenström, August Östberg e Ludwig Hallstensson della <strong>Berghs School of Communication</strong> di Stoccolma, è infatti per adesso un concept. Il <span style="color: #222222;">video di presentazione non mostra un reale utilizzo, ma ciò che l&#8217;app dovrebbe poter fare. Anche la citazione di Google è fittizia, non vedendo il colosso americano trai promotori del progetto. </span></p>
<p><span style="color: #222222;">Realizzata o meno l&#8217;idea ha portato i tre a vincere il Future Lions di Cannes dedicato alla pubblicità. Un modo, speriamo, per lanciare un guanto di sfida alle aziende, certamente non molte, che potrebbero avere possibilità e mezzi per cimentarsi in questa grandiosa avventura. </span></p>
<p>Ne sentiremo riparlare in futuro?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gamification: quando il gioco si fa business</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/gamification-quando-il-gioco-si-fa-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 10:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Lavori]]></category>
		<category><![CDATA[gamification]]></category>
		<category><![CDATA[React Game]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gamification, una parola che sta iniziando sempre più a farsi conoscere. Ma cosa significa davvero?!? In parole semplici gamification è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gamification</strong>, una parola che sta iniziando sempre più a farsi conoscere. Ma cosa significa davvero?!? In parole semplici gamification è applicare le meccaniche tipiche dei <strong>giochi</strong> a siti web e mobile per rendere più interattiva l’esperienza e coinvolgere maggiormente l&#8217;utente.</p>
<p>Utilizzando le dinamiche classiche del gioco è infatti possibile in molti casi riuscire a comunicare argomenti spesso complessi e poco <strong>coinvolgenti</strong>, guadagnando attenzione ed <strong>engagement</strong>.</p>
<p>E&#8217; su questa filosofia che <strong>Open-Box</strong> ha sviluppato per <strong>Power One</strong>, realtà leader nel mondo nella produzione di tecnologia per l&#8217;energie alternative, il <strong>React Game</strong>, un gioco online finalizzato ad insegnare il valore dell&#8217;<strong>autosufficienza energetica</strong> e di un <strong>corretto utilizzo</strong> della stessa. Una tematica complessa, che trova nel gioco una esemplificazione unica.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Oa9b-7Za9V4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Siete ancora così sicuri che giocare non serva a niente?!?</p>
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		<title>Youtube si rifà il look</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/youtube-si-rifa-il-look/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 15:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grandi novità in casa Google, in particolare YouTube. Importanti cambiamenti che, come descritto nel blog ufficiale, hanno come tema principale playlist e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grandi novità in casa <strong>Google</strong>, in particolare <strong>YouTube</strong>. Importanti cambiamenti che, come descritto nel <a href="http://youtube-global.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog ufficiale</a>, hanno come tema principale <strong>playlist e ricerche</strong>. Nel comunicato si spiega: “A partire da oggi noterete alcuni cambiamenti, pensati per rendere più semplice la scoperta dei contenuti su YouTube e per scoprire playlist da guardare ancora e ancora”.</p>
<p>Queste novità dovrebbero semplificare la ricerca di video e il loro unirli in<strong> playlist</strong>. Sulla sinistra, un apposito riquadro, consente l’accesso alle proprie playlist ed a quelle dei canali che ci vedono iscritti. Alla creazione di una playlist si aprirà una pagina nuova, così da migliorare l&#8217;<strong>editing</strong>.</p>
<p>Il layout va nella direzione della versione <strong>mobile</strong>, adottando il formato a cards tipico delle interfacce per <strong>Android</strong>.</p>
<p>Di seguito un esempio della nuova interfaccia&#8230; cosa ne pensate?!?</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16903" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2014/02/ytblogimage2.png" alt="ytblogimage2" width="513" height="242" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2014/02/ytblogimage2.png 513w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2014/02/ytblogimage2-300x142.png 300w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /></p>
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		<title>Quali scenari per il Social Media Marketing nel 2014?</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/quali-scenari-per-il-social-media-marketing-nel-2014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 16:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[2014]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva un  nuovo anno e con esso tanti cambiamenti per il mondo del social media e della comunicazione digitale. Il 2013...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva un  <strong>nuovo anno</strong> e con esso tanti <strong>cambiamenti</strong> per il mondo del <strong>social media</strong> e della <strong>comunicazione digitale</strong>.</p>
<p>Il 2013 ha registrato numerose <strong>innovazioni</strong>: i principali social hanno spinto verso una massiccia <strong>monetizzazione</strong> dando linfa vitale al <strong>marketing visivo</strong>. Una mini rivoluzione del mondo social che porterà a riconsiderare strategie e attività in questo <strong>2014</strong>.</p>
<p>Ecco alcuni dei principali trend secondo gli esperti di <strong>socialmediaexaminer.com</strong></p>
<h3><strong>I dipendenti, i nostri primi e più importanti brand ambassador </strong></h3>
<p>Le aziende sono sempre alla ricerca di persone che <strong>sostengano</strong> e diano <strong>credibilità</strong> ai loro canali social, divenendo così <strong>portatori</strong> dei contenuti e delle qualità del brand. Solitamente era luogo comune scegliere queste persone <strong>al di fuori</strong> dell&#8217;azienda, così da garantire una sorta di <strong>imparzialità</strong> degli stessi, ma in quest&#8217;ultimo anno molte realtà hanno cominciato ad <strong>accorgersi</strong> dell&#8217;enorme valore dato dalle proprie risorse interne.<strong> Chi meglio di loro che vivono quotidianamente l&#8217;azienda può trasmetterne idee, progetti e valori?!?</strong></p>
<p>Ogni singolo dipendente può inoltre <strong>influenzare</strong> notevolmente la propria rete sociale, ampliando notevolmente la portata e la &#8220;forza&#8221; dei messaggi degli account ufficiali dell&#8217;azienda.</p>
<h3><strong>Il Valore del A/B Testing nei social</strong></h3>
<p>Nel 2014 l&#8217;attività di <strong>testing</strong> avrà sempre più un ruolo chiave e non solo per i grandi Brand. Questi porteranno ad un <strong>aumento</strong> della qualità dei contenuti, che tradotto significa un conseguente aumento delle <strong>impression</strong>, delle <strong>visite</strong> al sito web, dei <strong>lead</strong> e quindi delle <strong>vendite</strong>.</p>
<p>Data la natura <strong>&#8220;earned&#8221;</strong> delle piattaforme social, l&#8217;unico modo per realizzare questo tipo di test è quello di <strong>utilizzare l&#8217;ads</strong>, attraverso piccole campagne pilota da confrontare.</p>
<h3><strong>La monetizzazione del mondo social</strong></h3>
<p>Non è più una sorpresa&#8230; anche i social network sono nati ed operano per <strong>generare ricavi</strong>: <strong>Facebook</strong> ha cambiato il suo algoritmo per limitare la portata organica, <strong>Twitter</strong> è entrato in borsa, <strong>Google</strong> ha introdotto gli annunci legati ai contenuti di Google+.</p>
<p>Tradotto?!? <strong>I contenuti a pagamento diventeranno una necessità per i brand.</strong><br />
Nel 2014 per ottenere più visibilità  non ci saranno <strong>sconti</strong>, dovremo confrontarci con questa <strong>tipologia d&#8217;investimento</strong>. Ovviamente tutto ciò andrà a scapito delle piccole imprese, in possesso di minor risorse rispetto ai grandi marchi.</p>
<p><strong>Content is the king?!? Non sempre&#8230;.</strong></p>
<h3><strong>Il Fusion Marketing</strong></h3>
<p>Il 2014 potrebbe essere il momento buono per <strong>integrare</strong> realmente le attività di <strong>marketing tradizionale</strong> con gli strumenti e le <strong>potenzialità</strong> del <strong>digitale</strong> e di <strong>Internet</strong>. Un marketing altamente <strong>crossmediale</strong>, che punta sulla <strong>&#8220;fusione&#8221;</strong> delle migliori caratteristiche dell&#8217;uno e dell&#8217;altro.</p>
<p>Conseguentemente sarà necessario avere a disposizione apposite <strong>dashboard</strong> che permettano di <strong>controllare e gestire contemporaneamente</strong> in modo semplice le diverse campagne. Oggi questi strumenti sono <strong>rari</strong> e <strong>costosi</strong>, ma non passerà molto tempo di vedere disponibili versioni più <strong>accessibili</strong>.</p>
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		<title>Google Helpouts, la grande G corre in nostro &#8220;aiuto&#8221;</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-helpouts-la-grande-g-corre-in-nostro-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2013 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Hangouts]]></category>
		<category><![CDATA[Helpouts]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Organize the world&#8217;s information and make it universally accessible and useful&#8221;, ecco la mission che Google in questi anni ha,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;Organize the world&#8217;s information and make it universally accessible and useful&#8221;</em></strong>, ecco la mission che <strong>Google</strong> in questi anni ha, con innovazioni e volontà, portato avanti. Inizialmente con il noto motore di ricerca, oggi anche con l&#8217;aiuto delle persone.</p>
<p>Nasce infatti <a href="https://helpouts.google.com/home" target="_blank"><strong>Helpouts</strong></a>, un nuovo strumento capace di collegare in diretta gli utenti tramite chat video con esperti di settore in grado di aiutarli. Casa, cucina, salute, tematiche legate al quotidiano quelle trattate, così da dare agli utenti risposte concrete ai problemi che li affliggono. Ma Helpouts non è un semplice mezzo d&#8217;aiuto agli utenti, o almeno non solo questo. Google punta infatti a realizzare un vero mercato, concedendo la possibilità di realizzare gli Helpouts solo ad aziende approvate che saranno così in grado di avere un&#8217;importante vetrina e conseguentemente offrire i propri servizi agli interessati. Non solo, l&#8217;occasione di assumere il ruolo di <strong>&#8220;esperto risponde&#8221;</strong> è elemento da non sottovalutare, perché oltre che incrementare la reputazione del brand e valorizzarne la competenza potrebbe essere strumento per acquisire &#8220;garanzia&#8221; (almeno percepita agli occhi degli utenti) di autorevolezza nel proprio settore d&#8217;impiego divenendo vero elemento distintivo rispetto ai competitors.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/K-VFC9AQM1k" width="100%" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per adesso Google ha invitato <strong>1.000 aziende</strong> a partecipare, prevedendo di mantenere la partecipazione solo su invito in questa fase di testing.</p>
<p>I fornitori potranno stabilire i propri prezzi (a Google andrà il <strong>20%</strong> di ogni transazione), sia per minuto che per sessione, anche se una serie di servizi sarà offerta gratuitamente. Gli utenti avranno facoltà di fissare un appuntamento con una particolare azienda, o se disponibile, parlare con loro istantaneamente.</p>
<p>Un reale modo di guadagno certo, ma anche una vetrina per molti altri prodotti di Google. La videoconferenza utilizzerà Hangouts, le aziende si troveranno tramite la ricerca di Google, i pagamenti accettati solo attraverso Google Wallet, e gli utenti dovranno avere un profilo di Google+ per accedere a Helpout.</p>
<p>Gli utenti una volta conclusa la sessione potranno lasciare un feedback, così da creare vere recensioni sulle aziende coinvolte utili agli altri utenti per scegliere le realtà più idonee a rispondere ai propri quesiti.</p>
<p>Come tutte le novità Google gli utenti italiani sono destinati ad attendere&#8230; Gli Helpouts per adesso saranno disponibili solo negli Stati Uniti.</p>
<p><a href="”https://plus.google.com/+MatteoPogliani/?rel=author”" target="_blank">Matteo Pogliani</a>    	</p>
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		<item>
		<title>Cookie addio?</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/cookie-addio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 07:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[cookie]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street Journal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nome &#8220;dolce&#8221; (biscottino) non rispecchia appieno il loro utilizzo. Attraverso questi frammenti di codice, utili alla memorizzazione d&#8217;informazioni sugli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome &#8220;dolce&#8221; (biscottino) non rispecchia appieno il loro utilizzo. Attraverso questi frammenti di codice, <strong>utili alla memorizzazione d&#8217;informazioni sugli accessi web</strong>, le grandi compagnie da anni riescono a tenere traccia dei nostri movimenti, nonché a migliorare la<strong> profilazione</strong> e conseguentemente l&#8217;efficacia della pubblicità online.</p>
<p>Nonostante quasi vent&#8217;anni di onorato servizio, sembra che i grandi colossi del web <strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>Microsoft</strong> stiano per abbandonarne l&#8217;utilizzo. A quanto dice il <strong>Wall Street Journal </strong>il nuovo sistema “potrebbe cambiare radicalmente gli <strong>equilibri di potere </strong>nell&#8217;industria pubblicitaria globale”, un&#8217;azienda da oltre <strong>120 miliardi di dollari </strong>l&#8217;anno. La volontà è quella di raccogliere un maggior numero d&#8217;informazioni sui propri utenti.</p>
<p><strong>Google </strong>sta valutando concretamente la possibilità di passare ad un sistema che assocerebbe un identificatore univoco e anonimo a ogni utente: il piano seppur ancora vago porterebbe ad un tracciamento ben più ampio rispetto ai cookie. Il sistema raggrupperebbe i dati degli utenti sui diversi prodotti dell&#8217;azienda, quali <strong>Chrome</strong>, <strong>Gmail</strong> e <strong>Android</strong>, ufficialmente con lo scopo di “migliorare la sicurezza, l&#8217;esperienza di utilizzo e assicurare che il web resti economicamente sostenibile”, ma ufficiosamente per sfruttare ancora di più le potenzialità legate alla pubblicità.</p>
<p>Anche <strong>Microsoft </strong>sembra convinta ad intraprendere la stessa direzione. Mercoledì ha dichiarato che gli inserzionisti potranno <strong>monitorare</strong> gli utenti di applicazioni per Windows 8 e 8.1. L&#8217;azienda assegnerà a ogni utente un numero <strong>identificativo unico </strong>che traccerà la loro attività su tutte le app. Una mossa simile ad <strong>Apple</strong>, che da inizio anno offre ai suoi partner commerciali la possibilità di personalizzare le pubblicità mostrate agli utenti.</p>
<p>Il nuovo sistema è già parzialmente attivo anche su <strong>Facebook</strong>. Da Ottobre un nuovo strumento permette di <strong>tracciare i dati degli utenti aggirando i tradizionali cookie di terze parti</strong>. “Quando una persona visita un sito web che vende scarpe”, racconta sempre il Wsj, “un pezzo di codice Facebook piazzato su quel sito – il cookie proprietario di Facebook – riconosce che quell&#8217;utente si è già collegato a Facebook con le proprie credenziali. Il venditore di scarpe può quindi inviare alla persona una pubblicità per scarpe sull&#8217;app mobile di Facebook anche se l&#8217;utente non ha mai fatto il login sul sito”.</p>
<p>Dubbi e perplessità seguono queste novità, ritenute da molti troppo invasive e irrispettose della privacy: se infatti è possibile disattivare il tracciamento dei cookie non si può dire lo stesso per questi nuovi strumenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Open Box al Symfony Day</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/open-box-al-symphony-day/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 07:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[Php]]></category>
		<category><![CDATA[Symphony Day]]></category>
		<category><![CDATA[Symphony2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se per voi la parola symfony non richiama nint&#8217;altro che Beethoven e la musica classica, l&#8217;evento di cui parleremo nel...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se per voi la parola symfony non richiama nint&#8217;altro che Beethoven e la musica classica, l&#8217;evento di cui parleremo nel presente post non fa per voi!!!</p>
<p>Già da anni base fondamentale per lo sviluppo con PHP e numerosi software open source, Symfony 2 è ormai punto di riferimento per il mondo web. Il SymfonyDay è l&#8217;evento di riferimento su Symfony che introduce le best practice e ne mostra case study ad alto livello. Incontri, convegni, forum in cui apprendere e condividere le proprie esperienze professionali, al fine di migliorare sempre più l&#8217;utilizzo di Symfony.</p>
<p>Ovviamente non poteva mancare il team di sviluppo di OB, presente per animare questo imperdibile evento.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=190524243&amp;locale=it_IT&amp;trk=tyah&amp;trkInfo=tas%3Aandrea%20bad%2Cidx%3A1-1-1" target="_blank">Post by Andrea Badii</a>    	</p>
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