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	<title>Google+ Archives - Open-Box</title>
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	<description>Open-Box - Software, Comunicazione, Social media &#38; Digital PR</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 May 2015 12:53:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Google+ Archives - Open-Box</title>
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		<title>Google Plus introduce le raccolte e crea lo stream su misura</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-plus-introduce-le-raccolte-e-crea-lo-stream-su-misura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 12:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Google+ collection]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi siete mai trovati a leggere post poco interessanti di un profilo tra le vostre cerchie? Da oggi Google plus...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai trovati a <strong>leggere post poco interessanti</strong> di un profilo tra le vostre cerchie? Da oggi <strong>Google plus</strong> rende possibile selezionare i contenuti attraverso le <strong>“collection”</strong> raccogliendoli, appunto, <strong>secondo categorie scelte dell&#8217;autore</strong>. E&#8217; possibile quindi <strong>creare nuovi contenuti e categorizzarli</strong> in più raccolte scegliendo semplicemente l&#8217;opzione sul menù di Google plus, in questo modo chi è nelle vostre cerchie potrà scegliere<strong> se visualizzare tutti i vostri post oppure solo un determinato tema di argomenti</strong>.</p>
<p>Al momento della creazione del post verrà quindi chiesto <strong>se condividerlo con le cerchie, al pubblico, oppure se inserirlo in una raccolta già creata</strong>, quest&#8217;ultima con l&#8217;ulteriore possibilità di essere condivisa con profili scelti dal creatore attraverso l&#8217;opzione “Aggiungi persone”. Con questa novità Google continua la sua battaglia per far diventare<strong> più attivi i suoi iscritti</strong> e affermare<strong> la sua importanza come social network</strong>, dando appunto l&#8217;opzione di personalizzare ancora di più i contenuti condivisi e, magari, non sapere più cosa ha mangiato per pranzo quel <strong>vostro amico esperto di Ikebana</strong>!</p>
<p><strong>(si l&#8217;ikebana è bella e meritava di essere nominata #freeikebana ;P ) </strong>    	</p>
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		<title>Tanto rumore per nulla: nascita e fine dell&#8217;Authorship</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/rumore-per-nulla-nascita-dellauthorship/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 08:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Authorship]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;This is the end&#8221; cantava Jim Morrison con i suoi Doors&#8230; canzone perfetta per rappresentare l&#8217;infausto destino dell&#8217; Authorship di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;This is the end&#8221; cantava Jim Morrison con i suoi Doors&#8230; canzone perfetta per rappresentare l&#8217;infausto destino dell&#8217; <strong>Authorship di Google</strong>. Eh sì, la grande G ha deciso di &#8220;concludere&#8221; l&#8217;<strong>esperimento relativo all&#8217;attribuzione dei contenuti</strong>, cominciato anni fa e mai realmente decollato.</p>
<p>L&#8217;Authorship permetteva agli autori di dimostrare di essere i reali creatori di un determinato contenuto. Opportunità che sulla carta pareva certamente interessante, ma che nella realtà non ha mai trovato il seguito sperato. La maggior parte dei blogger e degli influencer (le persone a cui forse più era destinata) non la utilizzavano, privandola di quel necessario &#8220;humus&#8221; per farla crescere ed affermare (secondo Forbes solo un 30% dei principali influencer aveva adottato l’authorship). Gli editori stessi non avevano mai dato l&#8217;impressione di valutarla come una funzione utile, tant&#8217;è che i due terzi dei blog e siti di news non la utilizzava.</p>
<p>Google, sempre attenta e in ascolto, non poteva certamente far finta di nulla. Il fallimento dell&#8217;Authorship era palpabile e già da qualche settimana Google era corsa ai ripari, smantellandola, lentamente, quanto inesorabilmente. A fine Luglio è stato il turno della foto dell’autore nei risultati di ricerca, tolta in fretta e furia, oggi quello dello &#8220;spegnimento&#8221; dell&#8217;Authorship dal <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/6083347?hl=it" target="_blank">Web Master Tools</a>.</p>
<p>Una novità &#8220;spiazzante&#8221; per molti la fine dell&#8217;Authorship, ma non per Google, che ha sa sempre dimostrato come la sua ricerca per migliorarsi sia continua e come non abbia il minimo timore di testare innovazioni e di farle morire se non necessarie.</p>
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		<title>Google+ fa sempre più rima con SEO</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-fa-sempre-piu-rima-con-seo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 10:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SERP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eh sì, nonostante tutti i nostri tentativi è arrivato il momento di considerarlo&#8230; Dai ammettiamolo, lo abbiamo sempre considerato come...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì, nonostante tutti i nostri tentativi è arrivato il momento di considerarlo&#8230; <strong>Dai ammettiamolo</strong>, lo abbiamo sempre considerato come il meno bello, necessario, fruibile. Una risorsa da considerare solo in caso estremo. No, non stiamo parlando di qualche persona che ci sta particolarmente antipatica, ma di <strong>Google+</strong>, il social network made in <strong>Big G</strong>.</p>
<p>Dopo i numerosi (e non tutti proficui) tentativi da parte di <strong>Google</strong> di aumentarne gli utenti ma soprattutto l&#8217;appeal di utilizzo, sembra essere finalmente arrivato un ruolo primario per questo Social. Già negli ultimi mesi evevamo notato un certo <strong>fermento</strong>, ma le ultime novità in chiave advertising e soprattutto <strong>SEO</strong> hanno confermato le nostre sensazioni: non è più possibile non considerare Google+.</p>
<p>Nonostante i tentativi di depistaggio di <strong>Matt Cuts</strong>, è sempre più certo come la quantità dei <strong>+1</strong> su una pagina rivestirebbe grande importanza nel fattore di ranking e sul posizionamento nelle <strong>SERP</strong>. Le smentite sono esclusivamente un metodo per evitare spiacevoli situazioni di scambi di click da parte degli utenti (come già avveniva qualche anno fa per i link).</p>
<p>Uno <a href="http://moz.com/blog/google-plus-correlations" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio realizzato da Moz</a> ha ampiamente confermato la sempre più stretto <strong>legame</strong> tra +1 ricevuti e la posizione nelle ricerche, andando ad acquisire <strong>maggior peso</strong> anche di elementi &#8220;storici&#8221; come il numero di backlink in ingresso.</p>
<p>Le <strong>SERP</strong> infatti tendono ad adattarsi ai click dei +1 degli utenti presenti nelle nostre cerchie. Va di logica che <strong>più follower</strong> avremo maggiormente saremo in grado di <strong>influenzare</strong> alcuni risultati nelle loro <strong>ricerche</strong>.</p>
<p>Quindi<strong> olio di gomito,</strong> iniziate ad utilizzare e incrementare le vostre cerchie su<strong> Google+</strong>&#8230; <strong>ormai non potete più tirarvi indietro</strong>!!!</p>
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		<item>
		<title>Storytelling e geografia: arriva Google Tour Builder</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/storytelling-e-geografia-arriva-google-tour-builder/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 09:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[content curation]]></category>
		<category><![CDATA[Google Tour Builder]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di&#8230; GE-O-GRA-FI-A! Tranquilli, non vi riproporremo uno dei tanti temi già sentiti negli anni scolastici, ma uno strumento...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parliamo di&#8230; GE-O-GRA-FI-A! Tranquilli, non vi riproporremo uno dei tanti temi già sentiti negli anni scolastici, ma uno strumento davvero interessante per la content curation.</p>
<p><strong>Google</strong> (eh sì, sempre loro) ha dato vita al <a href="https://tourbuilder.withgoogle.com/" target="_blank"><strong>Tour Builder</strong></a>, una web application che permette di fare <strong>storytelling</strong> attraverso <strong>Google Earth</strong> ed un publisher di testi e immagini ad esso collegato.</p>
<p><strong>Raccontare è e resterà sempre elemento chiave della cultura umana</strong>, un modo unico per condividere e tramandare le proprie esperienze. Non a caso lo storytelling negli ultimi anni ha acquisito grande valore anche per il business, divenendo strumento di valore per raccontare brand e prodotto, costruendovi attorno una storia che possa coinvolgere a 360° gli utenti.</p>
<p><a title="Google Tour Builder" href="https://tourbuilder.withgoogle.com/" target="_blank">Tour Builder</a>, nasce dall&#8217;intuizione di Google di unire racconto e luoghi, equipaggiando il suo celebre mappamondo digitale (Google Earth) con un editor di testi e immagini. Grazie a tale strumento è possibile legare testi, immagini, link  ai luoghi dove essi si sono svolti.</p>
<p>Data la recente nascita (siamo ancora in versione beta) è difficile ad oggi sancirne chiaramente tutte le possibilità, ma dai primi esempi di utilizzo già si evincono utilizzi promettenti come ad esempio quello storico (<a href="https://tourbuilder.withgoogle.com/builder#play/ahJzfmd3ZWItdG91cmJ1aWxkZXJyDAsSBFRvdXIY6fgEDA" target="_blank">guarda il tour sulla Guerra d&#8217;Indipendenza Americana</a>). In questo senso potrebbe divenire strumento utile anche nel campo dell&#8217;istruzione, una sorta di atlante storico 2.0.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16881" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/11/tour-builder-2.png" alt="tour-builder 2" width="640" height="272" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/11/tour-builder-2.png 640w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/11/tour-builder-2-300x128.png 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La flessibilità dello strumento però ben si addice anche a brand ed istituzioni, in grado così di dar vita a tour virtuali che raccontino viaggi, eventi, novità&#8230; o addirittura di gestire al meglio situazioni di emergenza (disastri naturali, incidenti, ecc).</p>
<p>Non vi resta che andare a creare il vostro tour, o visitare <a href="https://tourbuilder.withgoogle.com/gallery#1" target="_blank">quelli già realizzati</a>!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Google Helpouts, la grande G corre in nostro &#8220;aiuto&#8221;</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-helpouts-la-grande-g-corre-in-nostro-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2013 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Hangouts]]></category>
		<category><![CDATA[Helpouts]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Organize the world&#8217;s information and make it universally accessible and useful&#8221;, ecco la mission che Google in questi anni ha,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;Organize the world&#8217;s information and make it universally accessible and useful&#8221;</em></strong>, ecco la mission che <strong>Google</strong> in questi anni ha, con innovazioni e volontà, portato avanti. Inizialmente con il noto motore di ricerca, oggi anche con l&#8217;aiuto delle persone.</p>
<p>Nasce infatti <a href="https://helpouts.google.com/home" target="_blank"><strong>Helpouts</strong></a>, un nuovo strumento capace di collegare in diretta gli utenti tramite chat video con esperti di settore in grado di aiutarli. Casa, cucina, salute, tematiche legate al quotidiano quelle trattate, così da dare agli utenti risposte concrete ai problemi che li affliggono. Ma Helpouts non è un semplice mezzo d&#8217;aiuto agli utenti, o almeno non solo questo. Google punta infatti a realizzare un vero mercato, concedendo la possibilità di realizzare gli Helpouts solo ad aziende approvate che saranno così in grado di avere un&#8217;importante vetrina e conseguentemente offrire i propri servizi agli interessati. Non solo, l&#8217;occasione di assumere il ruolo di <strong>&#8220;esperto risponde&#8221;</strong> è elemento da non sottovalutare, perché oltre che incrementare la reputazione del brand e valorizzarne la competenza potrebbe essere strumento per acquisire &#8220;garanzia&#8221; (almeno percepita agli occhi degli utenti) di autorevolezza nel proprio settore d&#8217;impiego divenendo vero elemento distintivo rispetto ai competitors.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/K-VFC9AQM1k" width="100%" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per adesso Google ha invitato <strong>1.000 aziende</strong> a partecipare, prevedendo di mantenere la partecipazione solo su invito in questa fase di testing.</p>
<p>I fornitori potranno stabilire i propri prezzi (a Google andrà il <strong>20%</strong> di ogni transazione), sia per minuto che per sessione, anche se una serie di servizi sarà offerta gratuitamente. Gli utenti avranno facoltà di fissare un appuntamento con una particolare azienda, o se disponibile, parlare con loro istantaneamente.</p>
<p>Un reale modo di guadagno certo, ma anche una vetrina per molti altri prodotti di Google. La videoconferenza utilizzerà Hangouts, le aziende si troveranno tramite la ricerca di Google, i pagamenti accettati solo attraverso Google Wallet, e gli utenti dovranno avere un profilo di Google+ per accedere a Helpout.</p>
<p>Gli utenti una volta conclusa la sessione potranno lasciare un feedback, così da creare vere recensioni sulle aziende coinvolte utili agli altri utenti per scegliere le realtà più idonee a rispondere ai propri quesiti.</p>
<p>Come tutte le novità Google gli utenti italiani sono destinati ad attendere&#8230; Gli Helpouts per adesso saranno disponibili solo negli Stati Uniti.</p>
<p><a href="”https://plus.google.com/+MatteoPogliani/?rel=author”" target="_blank">Matteo Pogliani</a>    	</p>
<p>The post <a href="https://www.open-box.it/en/google-helpouts-la-grande-g-corre-in-nostro-aiuto/">Google Helpouts, la grande G corre in nostro &#8220;aiuto&#8221;</a> appeared first on <a href="https://www.open-box.it/en/">Open-Box</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoprendo gli URL personalizzati di Google+</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/scoprendo-gli-url-personalizzati-di-google/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 08:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Places For Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Google ha da poco introdotto diverse modifiche al proprio social network. Tra le più attese c&#8217;è senza dubbio la modifica degli indirizzi...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://plus.google.com/+GoogleItalia/posts/aF19dnWhYk9" rel="nofollow" target="_blank">Google</a></strong> ha da poco introdotto diverse modifiche al proprio social network. Tra le più attese c&#8217;è senza dubbio la modifica degli indirizzi di profili e pagine. Tutti gli utenti – non soltanto quelli verificati – potranno avere <strong>un URL personalizzato</strong>, che andrà a prendere il posto dell’identificativo numerico fin quì utilizzato. State già correndo a sfruttare questa novità?!? Ci spiace tanto ma per adesso solo alcuni potranno farlo, più precisamente coloro che hanno già ricevuto l&#8217;apposita notifica.</p>
<p>Per ottenere un URL personalizzato occorre comunque che il profilo oppure la pagina su Google+ <strong>soddisfino determinati requisiti</strong>:</p>
<ul>
<li>Gli utenti dovranno essere presenti sul social network da <strong>trenta giorni</strong>, essere nelle cerchie di almeno<strong> dieci</strong> contatti e avere un’immagine identificativa.</li>
<li>Le pagine, invece, hanno due modalità. Gli esercizi commerciali <strong><a href="http://hi-tech.leonardo.it/creare-un-sito-come-avere-gli-esercizi-commerciali-sulle-mappe-online/" target="_blank">dovranno essere verificati</a></strong> su <strong>Places For Business</strong>, mentre le altre attività collegare il proprio sito su Google+ inserendo l&#8217;apposito link.</li>
</ul>
<p>Al momento dell&#8217;arrivo della notifica, sarà finalmente possibile <strong>impostare l’indirizzo</strong> del proprio profilo o della pagina che si gestisce dalla scheda Informazioni. Google vi proporrà una serie di suggerimenti: attenzione però – confermando <strong>uno degli URL</strong> elencati – sarà possibile modificare soltanto le maiuscole e le minuscole. Per ora non sembrano possibili cambiamenti più ampi.</p>
<p>Nel mio caso sono già stato &#8220;baciato&#8221; da Google, andando a personalizzare l&#8217;URL del  mio <a href="https://plus.google.com/u/1/+MatteoPogliani/posts" target="_blank">profilo</a>&#8230; resto in attesa per la <a href="https://plus.google.com/u/1/b/100572444531553899291/100572444531553899291/posts" target="_blank">Business Page </a>di Open Box (a proposito, seguiteci)!!!</p>
<div>
<p><a href="”https://plus.google.com/+MatteoPogliani/?rel=author”" target="_blank">Matteo Pogliani</a></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cookie addio?</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/cookie-addio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 07:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[cookie]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Wall Street Journal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nome &#8220;dolce&#8221; (biscottino) non rispecchia appieno il loro utilizzo. Attraverso questi frammenti di codice, utili alla memorizzazione d&#8217;informazioni sugli...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome &#8220;dolce&#8221; (biscottino) non rispecchia appieno il loro utilizzo. Attraverso questi frammenti di codice, <strong>utili alla memorizzazione d&#8217;informazioni sugli accessi web</strong>, le grandi compagnie da anni riescono a tenere traccia dei nostri movimenti, nonché a migliorare la<strong> profilazione</strong> e conseguentemente l&#8217;efficacia della pubblicità online.</p>
<p>Nonostante quasi vent&#8217;anni di onorato servizio, sembra che i grandi colossi del web <strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>Microsoft</strong> stiano per abbandonarne l&#8217;utilizzo. A quanto dice il <strong>Wall Street Journal </strong>il nuovo sistema “potrebbe cambiare radicalmente gli <strong>equilibri di potere </strong>nell&#8217;industria pubblicitaria globale”, un&#8217;azienda da oltre <strong>120 miliardi di dollari </strong>l&#8217;anno. La volontà è quella di raccogliere un maggior numero d&#8217;informazioni sui propri utenti.</p>
<p><strong>Google </strong>sta valutando concretamente la possibilità di passare ad un sistema che assocerebbe un identificatore univoco e anonimo a ogni utente: il piano seppur ancora vago porterebbe ad un tracciamento ben più ampio rispetto ai cookie. Il sistema raggrupperebbe i dati degli utenti sui diversi prodotti dell&#8217;azienda, quali <strong>Chrome</strong>, <strong>Gmail</strong> e <strong>Android</strong>, ufficialmente con lo scopo di “migliorare la sicurezza, l&#8217;esperienza di utilizzo e assicurare che il web resti economicamente sostenibile”, ma ufficiosamente per sfruttare ancora di più le potenzialità legate alla pubblicità.</p>
<p>Anche <strong>Microsoft </strong>sembra convinta ad intraprendere la stessa direzione. Mercoledì ha dichiarato che gli inserzionisti potranno <strong>monitorare</strong> gli utenti di applicazioni per Windows 8 e 8.1. L&#8217;azienda assegnerà a ogni utente un numero <strong>identificativo unico </strong>che traccerà la loro attività su tutte le app. Una mossa simile ad <strong>Apple</strong>, che da inizio anno offre ai suoi partner commerciali la possibilità di personalizzare le pubblicità mostrate agli utenti.</p>
<p>Il nuovo sistema è già parzialmente attivo anche su <strong>Facebook</strong>. Da Ottobre un nuovo strumento permette di <strong>tracciare i dati degli utenti aggirando i tradizionali cookie di terze parti</strong>. “Quando una persona visita un sito web che vende scarpe”, racconta sempre il Wsj, “un pezzo di codice Facebook piazzato su quel sito – il cookie proprietario di Facebook – riconosce che quell&#8217;utente si è già collegato a Facebook con le proprie credenziali. Il venditore di scarpe può quindi inviare alla persona una pubblicità per scarpe sull&#8217;app mobile di Facebook anche se l&#8217;utente non ha mai fatto il login sul sito”.</p>
<p>Dubbi e perplessità seguono queste novità, ritenute da molti troppo invasive e irrispettose della privacy: se infatti è possibile disattivare il tracciamento dei cookie non si può dire lo stesso per questi nuovi strumenti.</p>
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		<title>Ancora novità per Google+</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/ancora-novita-per-google/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 14:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
		<category><![CDATA[hanghouts]]></category>
		<category><![CDATA[snapseed]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Google aggiunge nuove funzioni  al suo social network. Nei progetti del colosso di Mountain View c&#8217;è sempre la speranza di rendere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Google aggiunge nuove funzioni  al suo social network. </strong>Nei progetti del colosso di Mountain View c&#8217;è sempre la speranza di rendere Google+ uno strumento funzionale e di larga diffusione, cosa fino ad ora non proprio riuscita. <em><strong>Hangouts</strong> e <strong>Foto</strong>,</em> ecco dove si concentreranno le maggiori novità.</p>
<p>Gli <strong><em>Hangout</em></strong> per chi ancora non li conoscesse, consentono di creare conversazioni multi partecipanti, trasmettendole in diretta.  Adesso sarà possibile <strong>condividere la propria posizione inviando direttamente la mappa</strong> del luogo in cui ci si trova (come su WhatsApp), messaggiare tramite sms e condividere <a href="http://daily.wired.it/news/internet/2013/09/06/gif-caduta-e-ascesa-del-formato-che-salvera-il-web.html" target="_blank">GIF animate.</a> Non finisce qui, sarà possibile pianificare Hangout, promuoverli con un&#8217;apposita pagina di visualizzazione e moderare la conversazione attraverso una sorta di <strong>regia</strong> (espulsione e disattivazione remota del microfono e/o videocamera di un utente).</p>
<p>A schermo intero sia da mobile che da desktop, si potrà anche modificare l’illuminazione, opzione che risolverà più di un problema.</p>
<p>Per  foto e video le innovazioni riguarderanno archiviazione, catalogazione e ovviamente post produzione. <strong>Backup in formato completo e sincronizzazione in background</strong> su Google+ per iOS e Google per iniziare ed una modalità di ricerca facilitata: basterà (almeno così dicono) digitare ciò che si sta cercando per trovare le immagini o i video corrispondenti.</p>
<p>Parlando  di editing si potrà <strong>attivare o disattivare le correzioni e modifiche,</strong> ed utilizzare gli effetti di <em>Snapseed,</em> <em>Analog Efex Pro e Nik Collection. </em>Alla funzione <a href="https://support.google.com/plus/answer/3113884?hl=it" target="_blank"><em>Composizione automatica</em></a> saranno disponibili l&#8217;opzione <em>Movimento, </em>utile per soggetti che necessitano di brevi tempi di scatto,  <em>strobo</em> e <em>Gomma,</em> per &#8220;ripulire&#8221; l&#8217;immagine da oggetti o persone. Con <em>Filmato</em> <strong> si potrà realizzare automaticamente un video con le foto migliori</strong> corredate da effetti, transizioni e musica.</p>
<p>Google+ è pur sempre un social e non a caso è stata riservata al pubblico italiano un’iniziativa firmata con <strong>l&#8217;hashtag <em><a href="https://plus.google.com/u/0/s/%23darivivere" target="_blank">#darivivere</a>.</em></strong>: gli utenti potranno testare le funzionalità di <em>Google+ Foto</em> e creare automaticamente immagini animate grazie ad alcune installazioni in diversi luoghi. Si potranno <strong>condividere le proprie GIF su Google+ </strong>e le migliori andranno a dar vita a installazioni digitali nelle principali città italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/Rv1tZm1sHQI" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="”https://plus.google.com/+MatteoPogliani/?rel=author”" target="_blank">Matteo Pogliani</a>    	</p>
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		<title>Google per i suoi 15 anni si regala qualche novità</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/google-per-i-suoi-15-anni-si-regala-qualche-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 10:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati ben quindici anni, quindici anni che hanno visto la nascita e l&#8217;ascesa di quella che oggi, a buon...</p>
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<p>Sono passati ben quindici anni, quindici anni che hanno visto la nascita e l&#8217;ascesa di quella che oggi, a buon diritto, può essere definita come <strong>una delle principali realtà mondiali</strong>. Quindici anni di Google hanno significato cambiamenti epocali nella nostra società, cambiamenti che hanno modificato radicalmente il nostro modo di rapportarsi con il web.</p>
<p><strong>Larry Page e Sergey Brin</strong>, il 27 settembre del 1997, fondarono il loro motore di ricerca per Internet. Non era il primo, c&#8217;erano già stati <strong>Lycos, Excite</strong>, motori di ricerca che oggi non ci sono più, mentre Google è il sito più visitato al mondo,sinonimo stesso di ricerca, ma soprattutto un gruppo multimediale che domina ogni aspetto del web.</p>
<p>Ma chi si ferma è perduto e proprio per questo nel giorno del suo compleanno, la grande G di Mountain View inaugura la sua ultima fatica: <strong>Hummingbird</strong>, con la promessa(certamente non facile) di trasformare le ricerche in chiacchierate.</p>
<img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/5504/10941032893_3653c504de_z.jpg" alt="Hummingbird">
<p>Nonostante si tratti di un algoritmo, negli anni la nostra abitudine ad utilizzare il motore di ricerca ci ha spinti sempre più ad <strong>interagire con esso quasi come fosse una persona reale</strong>, un&#8217;abitudine diffusa che non è passata inosservata ai ragazzi di Google. Grazie a Hummingbird, il motore di ricerca dovrebbe essere in grado di interpretare le richieste, <strong>trattando le chiavi di ricerca come veri e propri concetti</strong>.</p>
<p>Gli utenti &#8211; dice Amit Singhal, senior vice president del gigante di Mountain &#8211; sono sempre più a loro agio con il sistema di ricerca, e <strong>hanno iniziato a porre domande più complesse a Google</strong></p>
<p>Google vuole rivoluzionare l&#8217;interazione degli utenti, proponendo un programma capace di <strong>interpretare ed anticipare le richieste che gli vengono fatte, e di andare al di la di esse</strong>.</p>
<p>In questa direzione ad esempio, lo <strong>strumento comparazione</strong>: immettendo una ricerca come <strong>Apple vs Samsung</strong>, la pagina dei risultati proporrà automaticamente un riepilogo delle dimensioni delle due realtà invece che una lista di pagine web.</p>
<p>L&#8217;upgrade vede anche una versione migliorata del <strong>Knowledge Graph</strong>, il database che aiuta Google a comprendere le relazioni tra concetti.</p>
<p>Last but not least, arriva il <strong>Siri di Mountain View</strong>, <strong>Google Now</strong>. Grazie a questa chicca sarà possibile effettuare richieste come se si parlasse ad un proprio collaboratore umano, con lo stesso che si farà carico di agevolare tali richieste. Ad una nostra richiesta &#8220;Ricordami di passare in ufficio&#8221;, <a href="https://www.google.com/intl/it/landing/now/" target="_blank">Google Now</a> creerà automaticamente un <strong>reminder</strong> che verrà automaticamente nel vostro smartphone in vicinanza dell&#8217;ufficio stesso.</p>
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		<title>Gli embedded post sbarcano anche su Google+</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/gli-embedded-post-sbarcano-anche-su-google/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 09:14:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Google+]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le opzioni del vicino sono sempre più&#8230; social&#8221; ecco la massima che sembra guidare le novità dei principali Social Network....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le opzioni del vicino sono sempre più&#8230; social&#8221; ecco la massima che sembra guidare le novità dei principali Social Network. &#8220;Clonare&#8221; le innovazioni di successo dai concorrenti è infatti da anni attività consolidata e quanto mai utilizzata.</p>
<p>E&#8217; con questa filosofia che fanno capolino anche su <strong>Google+</strong> gli <strong><em>embedded posts,</em></strong><em> </em>permettendo agli utenti di <strong>incorporare i post e di visualizzarne il contenuto su blog e siti web</strong>.</p>
<p>Tutto all&#8217;insegna della semplicità: il menù nella parte superiore di ogni post vi permetterà di selezionare la voce “Incorpora post”, grazie alla quale sarà possibile ottenere il codice da inserire nelle pagine web. A questo punto basterà selezionare il codice e<strong> incollarlo nell’HTML</strong> del vostro post o della pagina.</p>
<p><img decoding="async" alt="" src="http://www.blogcdn.com/www.engadget.com/media/2013/09/screen-shot-2013-09-09-at-3.21.22-pm-1378758030.jpg" /></p>
<p>Con il post vengono integrati <strong>anche +1, condivisioni e tutti i commenti</strong> degli utenti provenienti da Google+, per rendere continua l&#8217;interazione, anche sulla pagina dove avete inserito l&#8217;embedded post. Una novità certamente utile, anche se ormai quasi scontata sulle principali piattaforme social.</p>
<p>Post by <a href="http://www.linkedin.com/profile/view?id=104893762&amp;trk=nav_responsive_tab_profile" target="_blank"><strong>Matteo Pogliani</strong></a></p>
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