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	<title>Matteo G.P. Flora Archives - Open-Box</title>
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	<description>Open-Box - Software, Comunicazione, Social media &#38; Digital PR</description>
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	<title>Matteo G.P. Flora Archives - Open-Box</title>
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		<title>#guerrieri: fenomenologia di un social fail</title>
		<link>https://www.open-box.it/en/guerrieri-fenomenologia-di-un-social-fail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 07:08:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[#guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo G.P. Flora]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se c&#8217;è una cosa che tanto mi piace del <strong>web</strong> è la sua innata propensione ad essere trasparente (o quasi), ma soprattutto la sua capacità di &#8220;<strong>livellare</strong>&#8220;, mettendo sullo stesso piano <strong>grandi brand</strong>, <strong>aziende</strong>, <strong>persone</strong>. Elemento pregevole certo che spesso però può tramutarsi in un arma a doppio taglio. Non sempre infatti bastano risorse economiche e fama per &#8220;vincere&#8221; le battaglie che la rete propone, anzi, a volte è proprio il tentativo di imporsi a tutti i costi a tramutarsi in spiacevoli contrattempi (termine alquanto gentile).</p>
<p>Lo sa bene <strong>Enel</strong>, da giorni al centro di un fuoco incrociato riguardo alla sua ultima campagna<strong> #guerrieri</strong>. Una campagna dagli investimenti mastodontici che nell&#8217;idea degli strategist Enel doveva connotarsi di un ampio risvolto social, diffondendosi e <strong>viralizzandosi</strong> grazie all&#8217;utilizzo di Twitter e compagnia e dell&#8217;<strong>hastag</strong> #guerrieri, fil rouge dell&#8217;intero progetto. Uno <strong>story telling sociale</strong>, dove gli utenti dovevano (o avrebbero dovuto) raccontare la loro <strong>storia</strong> di quotidiana  sopravvivenza in questo &#8220;campo di battaglia&#8221; chiamato Italia, terreno adatto a &#8220;guerrieri&#8221; appunto. Coinvolgimento e senso di comune appartenenza che dovevano (o ripeto, avrebbero dovuto) dar vita ad una concreta <strong>community</strong> unita nella volontà di ripartire. E il ruolo di Enel in tutto questo? Nell&#8217;ideazione originale l&#8217;azienda doveva assurgere a <strong>incubatore</strong> di questo sentimento positivo, partner quotidianamente impegnato al nostro fianco in questo arduo compito.</p>
<p>La realtà, soprattutto quella web, è però spesso lontana dall&#8217;immaginazione e quella che poteva essere un veicolo di branding potentissimo si è lentamente, quanto inesorabilmente, rivelato un gigantesco <strong>fail</strong>. Lo dicono gli articoli, i commenti, i numeri: #guerrieri non solo è un <strong>flop</strong>, ma ancor peggio, sta divenendo un pericoloso <strong>boomerang</strong> dagli effetti nefasti. A molti non è andata giù l&#8217;associazione multinazionale-gente che sopravvive alla crisi, tentativo di speculare sulle difficoltà degli italiani, accomunando realtà che di comune hanno ben poco.</p>
<p>Se infatti l&#8217;hastag #guerrieri è stato utilizzato, è altrettanto vero che il suo impiego è stato per lo più associato alla diffusione di una vera e proprio contro-campagna con cui veicolare messaggi negativi verso Enel ed i suoi tanti scheletri nell&#8217;armadio. Eh sì, perché come dice il buon <a href="http://mgpf.it/" target="_blank">Matteo G.P. Flora</a> (primo grazie)<strong> &#8220;sul web la trasparenza ce l&#8217;hai o te la fanno&#8221;. </strong>Prestare il fianco è un&#8217;attimo, attimo che con la capacità di passaparola della rete può diventare interminabile.</p>
<p>Basta fare un giretto in <strong>twitter</strong> per imbattersi in cinguettii caustici su questo tema.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16854 size-full" title="#guerrieri enel" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-tweets.png" alt="guerrieri tweets" width="500" height="381" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-tweets.png 500w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-tweets-300x229.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-16855 size-full" title="#guerrieri enel" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-2.png" alt="guerrieri twitter 2" width="528" height="524" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-2.png 528w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-2-300x298.png 300w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-2-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 528px) 100vw, 528px" /><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-16856 size-full" title="#guerrieri enel fail" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-3.png" alt="guerrieri twitter 3" width="529" height="500" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-3.png 529w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2013/10/guerrieri-twitter-3-300x284.png 300w" sizes="(max-width: 529px) 100vw, 529px" />Se già questo non bastasse, nella &#8220;ritirata&#8221; post Caporetto, sono stati commessi altri passi falsi (seppur inevitabili), come ad esempio la rimozione dello stream Twitter sul sito ufficiale della campagna, per la serie <strong>&#8220;il pallone è mio e decido io&#8221;</strong>.</p>
<p>Caporetto certo, ma il peggio doveva ancora arrivare, peggio che è giunto alla pubblicazione da parte del già citato Matteo G.P. Flora (secondo grazie) di un&#8217;<a href="http://mgpf.it/2013/09/30/quanto-rumore-per-i-guerrieri-di-enel.html" target="_blank">analisi</a> sul fenomeno #guerrieri (datele un&#8217;occhiata perché merita). Tralasciando (seppur sia difficile) il <strong>sentiment altamente negativo</strong>, risulta chiaro che un numero pari ad oltre il <strong>70%  dell’engagement</strong> di sharing online sia stato veicolato da servizi di “promozione” del contenuto e delle azioni social, più precisamente attraverso la &#8220;spintarella&#8221; di <a href="https://www.facebook.com/zzub.it" target="_blank">Zzub</a>, una community online nata per <strong>“facilitare” il passaparola</strong> attraverso ricompense.</p>
<p>Forse sta proprio qui la reale<strong> &#8220;sconfitta&#8221;</strong> dei #guerrieri, nel cercare di controllare una campagna social ed il suo engagement. Se infatti la contro-campagna è accettabile (o quasi), lo è molto meno il ricorso a queste scorciatoie.</p>
<p>Chiudo con quello che per me resta il punto più preoccupante della questione: dati i <strong>soli 1.174 iscritti</strong> raccolti (molti dei quali Zzubbers) nonostante gli ingenti mezzi e la grande visibilità avuta, mi chiedo, sono pronte le aziende e le agenzie italiane per campagne del genere? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230;</p>
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