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	<title>Wall Street Journal Archives - Open-Box</title>
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	<description>Open-Box - Software, Comunicazione, Social media &#38; Digital PR</description>
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		<title>Cookie addio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pogliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 07:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome &#8220;dolce&#8221; (biscottino) non rispecchia appieno il loro utilizzo. Attraverso questi frammenti di codice, <strong>utili alla memorizzazione d&#8217;informazioni sugli accessi web</strong>, le grandi compagnie da anni riescono a tenere traccia dei nostri movimenti, nonché a migliorare la<strong> profilazione</strong> e conseguentemente l&#8217;efficacia della pubblicità online.</p>
<p>Nonostante quasi vent&#8217;anni di onorato servizio, sembra che i grandi colossi del web <strong>Google</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>Microsoft</strong> stiano per abbandonarne l&#8217;utilizzo. A quanto dice il <strong>Wall Street Journal </strong>il nuovo sistema “potrebbe cambiare radicalmente gli <strong>equilibri di potere </strong>nell&#8217;industria pubblicitaria globale”, un&#8217;azienda da oltre <strong>120 miliardi di dollari </strong>l&#8217;anno. La volontà è quella di raccogliere un maggior numero d&#8217;informazioni sui propri utenti.</p>
<p><strong>Google </strong>sta valutando concretamente la possibilità di passare ad un sistema che assocerebbe un identificatore univoco e anonimo a ogni utente: il piano seppur ancora vago porterebbe ad un tracciamento ben più ampio rispetto ai cookie. Il sistema raggrupperebbe i dati degli utenti sui diversi prodotti dell&#8217;azienda, quali <strong>Chrome</strong>, <strong>Gmail</strong> e <strong>Android</strong>, ufficialmente con lo scopo di “migliorare la sicurezza, l&#8217;esperienza di utilizzo e assicurare che il web resti economicamente sostenibile”, ma ufficiosamente per sfruttare ancora di più le potenzialità legate alla pubblicità.</p>
<p>Anche <strong>Microsoft </strong>sembra convinta ad intraprendere la stessa direzione. Mercoledì ha dichiarato che gli inserzionisti potranno <strong>monitorare</strong> gli utenti di applicazioni per Windows 8 e 8.1. L&#8217;azienda assegnerà a ogni utente un numero <strong>identificativo unico </strong>che traccerà la loro attività su tutte le app. Una mossa simile ad <strong>Apple</strong>, che da inizio anno offre ai suoi partner commerciali la possibilità di personalizzare le pubblicità mostrate agli utenti.</p>
<p>Il nuovo sistema è già parzialmente attivo anche su <strong>Facebook</strong>. Da Ottobre un nuovo strumento permette di <strong>tracciare i dati degli utenti aggirando i tradizionali cookie di terze parti</strong>. “Quando una persona visita un sito web che vende scarpe”, racconta sempre il Wsj, “un pezzo di codice Facebook piazzato su quel sito – il cookie proprietario di Facebook – riconosce che quell&#8217;utente si è già collegato a Facebook con le proprie credenziali. Il venditore di scarpe può quindi inviare alla persona una pubblicità per scarpe sull&#8217;app mobile di Facebook anche se l&#8217;utente non ha mai fatto il login sul sito”.</p>
<p>Dubbi e perplessità seguono queste novità, ritenute da molti troppo invasive e irrispettose della privacy: se infatti è possibile disattivare il tracciamento dei cookie non si può dire lo stesso per questi nuovi strumenti.</p>
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