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	<title>Simone Carusi, Author at Open-Box</title>
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	<description>Open-Box - Software, Comunicazione, Social media &#38; Digital PR</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Jun 2024 08:04:14 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Simone Carusi, Author at Open-Box</title>
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	<item>
		<title>Nasce il Business Manager di LinkedIn</title>
		<link>https://www.open-box.it/business-manager-linkedin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 14:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vediamo insieme come funziona il LinkedIn Business Manager ed in che modo può semplificare il modo di fare marketing.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.linkedin.com/pulse/making-easier-you-manage-your-accounts-pages-people-gyanda-sachdeva/?trackingId=opv0RG7ksjuu34I%2BcpRXtw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LinkedIn ha annunciato la creazione del Business Manager</strong></a>, una piattaforma centralizzata in grado di <strong>semplificare la gestione di persone, account pubblicitarie pagine aziendali</strong> da parte di grandi aziende e agenzie.</p>



<p>Verrà lanciato nelle prossime settimane, ed è una delle <strong>soluzioni testate da <a href="https://www.open-box.it/competenze-richieste-digital-linkedin/" target="_blank">LinkedIn</a></strong> per andare incontro alle esigenze di una gestione più semplice del lavoro.</p>



<p>Uno degli obiettivi principali è quello di riuscire a<strong> migliorare l’esperienza di marketing per aziende e agenzie</strong>, rendendo intuitivo e agevole ai marketer tenere traccia dei propri account.&nbsp;</p>



<p>Man mano che la piattaforma evolverà, diventerà sempre più chiaro il suo ruolo chiave nel <strong>rendere più efficaci le strategie</strong>, offrendo le opzioni <a href="https://www.linkedin.com/pulse/helping-you-grow-your-organic-communities-/?trackingId=1PoPCzOKQMuQwg%2FdRVMBTw%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Campaign Manager</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.linkedin.com/pulse/new-tools-help-you-navigate-great-reshuffle-linkedin/?trackingId=o5LNNJ1urWdI%2FKyBRLuptA%3D%3D" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Pages</strong></a> visibili in una posizione centrale.</p>



<p>Vediamo insieme come funziona il <strong>LinkedIn Business Manager</strong> ed in che modo può semplificare il modo di <strong><a href="https://www.open-box.it/kpi-fondamentali-digital-marketing/" target="_blank">fare marketing</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>LinkedIn Business Manager: cosa offre</strong></h2>



<p>Il nuovo Business Manager annunciato da LinkedIn offrirà molti vantaggi, tra i quali i seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Visualizzare e gestire team, account pubblicitari, pagine e partner commerciali dalla dashboard centrale</strong>. Avere account e risorse in un unico posto, permette di navigare facilmente tra Business Manager, Campaign Manager e Pages.;</li><li><strong>Controllo più semplice delle attività di amministrazione</strong>, come autorizzazioni e fatturazione, per concentrarti sulle prestazioni della campagna. Con Business Manager puoi gestire l&#8217;accesso degli utenti tra account e Pagine e scaricare le tue fatture mensili direttamente dalla piattaforma;</li><li><strong>Possibilità di condividere e aggiornare i segmenti di pubblico corrispondenti tra gli account pubblicitari</strong>, per risparmiare tempo e concentrarsi sull&#8217;esecuzione delle campagne.</li></ul>



<p>Insomma, uno strumento che consentirà una <strong><a href="https://www.open-box.it/ottimizzare-profilo-linkedin/" target="_blank">ottimizzazione della gestione della propria presenza come brand sul social</a></strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="LinkedIn Business Manager" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/tfa_9YLt8zk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una piattaforma centralizzata gratuita creata per i clienti B2B</strong></h2>



<p><strong>Business Manager è stato realizzato pensando ai clienti B2B di <a href="https://www.open-box.it/diventare-influencer-linkedin-guida/" target="_blank">LinkedIn</a></strong>, per aiutarli a massimizzare l&#8217;efficienza, creando campagne coinvolgenti senza costi aggiuntivi. </p>



<p>I primi clienti che hanno testato la piattaforma, come <strong>GroupM Canada, Merkle B2B, VMware e Xero</strong>, hanno riscontrato dei vantaggi immediati e questo ha spinto LinkedIn a rendere Business Manager disponibile per i marketer di tutto il mondo nelle prossime settimane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://media-exp2.licdn.com/dms/image/D5612AQH1eFuoOyvDzQ/article-inline_image-shrink_1000_1488/0/1654670349510?e=1661385600&amp;v=beta&amp;t=g8mzvGMDXBylYBV4T4ZvMkvgy7T34TJNzX5TaUT6N-o" alt="linkedin business manager" width="1257" height="1000"/></figure>



<p>Non si conosce ancora la data precisa del rilascio, ma è chiara la <strong>volontà di LinkedIn di puntare al lancio di strumenti che aiutino i marketer sul lungo periodo</strong>.</p>



<p><strong>Forse ci è voluto un po’ troppo per arrivare a questo risultato rispetto ad altri social network</strong>, tuttavia qualsiasi mezzo faciliti il lavoro di gestione dei clienti è accolto sempre con entusiasmo.<br><strong>Aspettiamo di vedere come funzionerà</strong> e come sarà l’esperienza utente dopo il lancio.</p>
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		<item>
		<title>Le 8 migliori piattaforme MOOC per studiare digital marketing</title>
		<link>https://www.open-box.it/migliori-mooc-digital-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 16:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[MOOC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=18964</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo adesso quali sono le 8 migliori piattaforme MOOC per studiare Digital Marketing e restare sempre aggiornati.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi <strong>lavora nel mondo del <a href="https://www.open-box.it/kpi-fondamentali-digital-marketing/" target="_blank">Digital Marketing</a></strong> sa bene quanto sia importante non smettere mai di <strong>fare formazione e studiare</strong>.</p>



<p>Il <strong>settore è in continua evoluzione</strong> e avere a disposizione <strong>corsi online</strong> dai quali <strong>apprendere tecniche e strategie</strong> è fondamentale.</p>



<p>Che tu sia un neofita oppure sia già inserito in questo ambito non devi mai fermarti, ma <strong>restare sempre aggiornato</strong> e al passo coi tempi.</p>



<p>Ecco perché in questo articolo vogliamo indicarti quali siano le <strong>8 migliori piattaforme MOOC per studiare Digital Marketing</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono i MOOC</strong></h2>



<p><strong>MOOC</strong> è l’acronimo di <strong>Massive Open Online Course,<em> </em></strong>che tradotto letteralmente in italiano è “corso online aperto e di massa”.</p>



<p>Come dice il nome stesso, sono <strong>corsi di formazione online</strong> che riescono a coinvolgere un numero molto elevato di utenti.</p>



<p>Tutti i partecipanti possono <strong>accedere da remoto gratuitamente</strong>, in qualsiasi parte del mondo si trovano, e <strong>usufruire dei contenuti messi a disposizione</strong>.</p>



<p>I <strong>MOOC</strong> possono essere forniti da <strong>Università, Aziende Private e Professionisti del Settore</strong>.</p>



<p>In base al corso che scegli potrai ricevere <strong>crediti formativi, attestati di partecipazioni, titoli di studio e competenze molto specifiche e settoriali</strong> da poter inserire nel curriculum oppure sul profilo <a href="https://www.open-box.it/competenze-richieste-digital-linkedin/" target="_blank">LinkedIn</a>.</p>



<p>Le tempistiche dei vari <strong>corsi online</strong> cambiano, tuttavia spesso si tratta di <strong>veri e propri seminari con una durata lunga</strong>, che ti permettono di studiare in modo approfondito.</p>



<p>In altri casi, potrai trovarti di fronte ad una <strong>conferenza di poche ore</strong>, tenuta da un docente per<strong> fornire materiale di approfondimento alle lezioni</strong> e in quel caso viene denominato <strong>xMOOC</strong>.</p>



<p>Vediamo adesso <strong>quali sono le 8 migliori piattaforme MOOC per studiare Digital Marketing</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1. Google Digital Training</strong></h2>



<p><strong><a href="https://www.open-box.it/migliori-alternative-google/" target="_blank">Google</a> offre un </strong><a href="https://learndigital.withgoogle.com/digitaltraining/course/digital-marketing" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>corso in marketing digitale gratuito</strong></a> a chi è nuovo in questo settore e necessita di una panoramica generale, ma ben strutturata.</p>



<p>Utile per <strong>sviluppare competenze di base nel Digital Marketing</strong>, è composto da <strong>26 moduli per un totale di 40 ore</strong>, che danno un’infarinatura su <strong><a href="https://www.open-box.it/indicizzazione-posizionamento-google/" target="_blank">SEO</a>, email marketing, social e analytics</strong>.</p>



<p>Ogni lezione ha un video con un veloce test di verifica finale, mentre ogni modulo termina con un test più complesso, che superato ti assegna un badge.</p>



<p>Completati tutti e 26 i moduli e ottenuti i <strong>rispettivi badge</strong> potrai affrontare il test finale con rilascio di un attestato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Google Analytics Academy</strong></h2>



<p><strong>Analytic è uno dei migliori strumenti di misurazione dei dati</strong> e comprenderne il funzionamento è necessario per chi vuole lavorare in ambito digital.</p>



<p><a href="https://analytics.google.com/analytics/academy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Google Analytics Academy</strong></a> propone corsi utili, divisi in gradi di preparazione:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Per principianti</strong>: si inizia da zero, con la creazione di un account, fino ad arrivare all’analisi dei rapporti di base e al monitoraggio degli obiettivi;</li><li><strong>Avanzato: </strong>vengono trattate funzioni più avanzate e complesse, come raccolta, elaborazione e configurazione dei dati e la creazione di metriche personalizzate;</li><li><strong>Google Analytics 360: </strong>un&#8217;introduzione a strumenti avanzati come rapporti non campionati, BigQuery Export e attribuzione basata sui dati;</li><li><strong>Google Tag Manager: </strong>i concetti fondamentali per implementare dei tag all’interno del proprio sito.</li></ul>



<p>Ogni lezione ha un test di verifica veloce e al completamento di tutto il corso è previsto un test finale.</p>



<p>Superato con almeno l’80% di risposte corrette, rilascia una <strong>certificazione ufficiale Google</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Coursera</strong></h2>



<p><a href="https://www.coursera.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Coursera</strong></a> è una piattaforma nella quale sono ospitate <strong>190 Università di tutto il mondo</strong> con i loro rispettivi corsi, anche sul <strong>Digital Marketing</strong>.</p>



<p>In questo caso, <strong>le lezioni sono assolutamente gratuite</strong>, ma per <strong>ottenere un certificato è richiesto un pagamento</strong>.</p>



<p>Di solito non supera mai i 100 euro, tuttavia valuta bene tutte le informazioni prima di iniziare una lezione.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. Lacerba.io</strong></h2>



<p><a href="https://lacerba.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lacerba.io</strong></a> è una <strong>piattaforma e-learning</strong> tutta italiana, che offre corsi a pagamento ma anche <strong>tantissime lezioni gratuite</strong>.</p>



<p>Il loro slogan recita:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Trova la tua passione, segui un percorso di studi completo e apprendi le giuste competenze per iniziare una nuova carriera nel digitale”.</em></p></blockquote>



<p>L’<strong>obiettivo di Lacerba</strong> è quello di <strong>portare in Italia</strong> <strong>competenze digitali innovative e veloci</strong> per chi volesse formarsi in <strong>programmazione, marketing, web design, business, personal branding, mind-hacking</strong>.</p>



<p>Al termine di ogni corso, viene rilasciato un attestato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5. Ninja Academy</strong></h2>



<p>Da <strong>Ninja Marketing</strong>, il magazine sull’economia digitale, nasce <a href="https://www.ninjacademy.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Ninja Academy</strong></a> con una mission dichiarata molto ambiziosa:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Aiutare aziende e professionisti ad affrontare l’evoluzione sociale ed economica trasferendo nuovi modelli, strumenti e tecniche di marketing e comunicazione, di aiutare aziende e professionisti ad affrontare l’evoluzione sociale ed economica trasferendo nuovi modelli, strumenti e tecniche di marketing e comunicazione.”</em></p></blockquote>



<p><strong>Ninja Academy </strong>offre tantissimi corsi a pagamento, sia live che on demand, ma non temere, perché troverai anche <strong>corsi gratuiti</strong>, come webinar e lezioni tenute da <strong>professionisti del Digital</strong>.</p>



<p>Anche su questa piattaforma riceverai un<strong> attestato alla fine dei corsi </strong>che hai seguito, che riguardano svariati argomenti, come <strong>Content Marketing, E-commerce, Performance Marketing, Social Media Marketing e SEO</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6. Guilds 42</strong></h2>



<p><a href="https://academy.guilds42.com/?_ga=2.215814295.1452993109.1654777175-4833277.1654777175" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Guilds 42</strong></a> offre una <strong>formazione totalmente gratuita</strong> con una proposta di circa <strong>100 corsi</strong> dei grandi nomi del digital, come <strong>HubSpot, Linkedin, Google, Indeed, Amazon, Tableau</strong>.</p>



<p>Questa accademia online si avvale di una dashboard nella quale vengono validati con un <strong>punteggio i corsi seguiti</strong>, ma non solo, poiché vi permette anche di <a href="https://lp.guilds42.com/progetti-in-bottega-gilda?_ga=2.213275028.1452993109.1654777175-4833277.1654777175" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fare esperienza pratica con aziende vere</a>.</p>



<p>Queste esperienze ti faranno <strong>accumulare punteggi</strong> che si sommeranno agli altri acquisiti nella dashboard suddivisi per competenze.</p>



<p>In questo modo, avrai un <strong>curriculum sempre a portata di click</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="339" src="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2022/06/photo_2022-06-09-17.59.24-1024x339.jpeg" alt="mooc" class="wp-image-18965" srcset="https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2022/06/photo_2022-06-09-17.59.24-1024x339.jpeg 1024w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2022/06/photo_2022-06-09-17.59.24-300x99.jpeg 300w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2022/06/photo_2022-06-09-17.59.24-768x254.jpeg 768w, https://www.open-box.it/wp-content/uploads/2022/06/photo_2022-06-09-17.59.24.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>7. Udemy</strong></h2>



<p><a href="https://www.udemy.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Udemy</strong></a> è un <strong>provider americano di MOOC</strong> rivolto a studenti e professionisti.</p>



<p>Offre <strong>corsi formativi, gratuiti o a pagamento</strong>, che trattano diversi argomenti, tra i quali il <strong>digital marketing</strong>, disponibili in oltre 65 lingue differenti.</p>



<p>Le lezioni possono comprendere video, slide, testo ed esercizi pratici e, anche in questo caso, al termine dei corsi è previsto un <strong>attestato di partecipazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>8. Lifelearning</strong></h2>



<p><a href="https://lifelearning.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lifelearning</strong></a> è una società di <strong>Edu-Tech</strong>, ma sarebbe riduttivo definirla così.</p>



<p>La <strong>mission è di formare e aggiornare studenti e professionisti</strong>, per far sì che restino aggiornati e al passo coi tempi in modo veloce e competitivo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Dare la possibilità alle persone di poter utilizzare la tecnologia per accelerare e migliorare le performance di apprendimento per noi è una cosa seria. Lavoriamo ogni giorno coscienti del fatto che ciò che facciamo serve a migliorare la vita di ogni nostro studente.”</em></p></blockquote>



<p>Offrono corsi con <strong>rilascio di un certificato</strong> e, una volta effettuato il primo accesso, le lezioni saranno <strong>disponibili h24, 7 giorni su 7</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p>Ricorda che <strong>il mondo del Digital Marketing è molto vasto</strong> e le professioni collegate a questo settore sono le più svariate.</p>



<p><strong>Prima di scegliere qualsiasi piattaforma MOOC</strong>, ti invitiamo a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>valuta attentamente quali sono le tue skill e qual è la professione digital che vorresti fare;</li><li>scegli una base teorica a 360 gradi, poiché un’infarinatura generale è necessaria, visto che nel digital ogni ambito è connesso all’altro, ma approfondisci bene il tuo campo;</li><li>cerca opportunità per fare pratica;</li><li>fai networking con persone che stanno facendo il tuo stesso percorso.</li></ul>



<p>Speriamo che le nostre informazioni ti siano utili. In bocca al lupo!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IBM firma uno storico accordo con Amazon per l&#8217;impiego di AWS</title>
		<link>https://www.open-box.it/ibm-accordo-amazon-aws/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 14:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[AWS]]></category>
		<category><![CDATA[IBM]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=18899</guid>

					<description><![CDATA[<p>IBM ha annunciato un accordo di collaborazione strategica con Amazon Web Services (AWS) per distribuire i propri software SaaS. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso 11 maggio <strong>IBM ha annunciato un accordo di collaborazione strategica con Amazon Web Services (AWS)</strong>, al fine di distribuire e rendere disponibile il <strong>software SaaS IBM</strong> in un ambiente cloud nativo, fornendo ai clienti un <strong>accesso rapido e semplice</strong>.</p>



<p>Il software, <strong>basato su Red Hat OpenShift Service su AWS (ROSA) e cloud-native su AWS</strong>, fornirà ai clienti un accesso rapido e semplice alla suite IBM che abbraccia automazione, dati e intelligenza artificiale, funzionalità di sicurezza e sostenibilità.</p>



<p>Le due società si stanno inoltre impegnando in un&#8217;<strong>ampia gamma di investimenti congiunti</strong> per <strong>rendere più facile per i clienti l&#8217;utilizzo del software IBM su AWS</strong>, comprese attività di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>go-to-market, attraverso vendite e <a href="https://www.open-box.it/kpi-fondamentali-digital-marketing/" target="_blank"><strong>marketing</strong></a>;</li><li>abilitazione e formazione per sviluppatori;</li><li>sviluppo di soluzioni per settori verticali chiave come petrolio e gas, viaggi e trasporti.</li></ul>



<p>Questa decisione da parte di <strong>IBM va incontro alle esigenze delle aziende e delle organizzazioni</strong>, sempre più alla ricerca di software in grado di funzionare sia in locale che in cloud, con conseguente maggiore agilità e flessibilità per gli operatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i software IBM ora disponibili su AWS</strong></h2>



<p>Rendendo disponibile i <strong>software Saas IBM in ambiente cloud su AWS</strong>, l’azienda statunitense va proprio in questa direzione. </p>



<p>Per il momento il <strong>catalogo di software IBM disponibili su piattaforma Amazon Web Services </strong>è composto da:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>IBM API Connect;</li><li>IBM Db2;</li><li>IBM Observability by Instana APM;</li><li>IBM Maximo Application Suite;</li><li>IBM Security ReaQta;</li><li>IBM Security Trusteer;</li><li>IBM Security Verify;</li><li>IBM Watson Orchestrate.</li></ul>



<p>I clienti potranno <strong>acquistare i prodotti IBM SaaS all’interno di </strong><a href="https://aws.amazon.com/marketplace" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>AWS Marketplace</strong></a>, configurarli ed eventualmente integrarli con i servizi AWS, ed iniziare ad utilizzarli immediatamente, <strong>senza aggiornare o gestire alcuna infrastruttura cloud</strong> (server, i componenti di rete, lo storage e il software di virtualizzazione). </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Massima flessibilità per i clienti</strong></h2>



<p>I prodotti <strong>IBM SaaS</strong> <strong>su AWS</strong> sono progettati per <strong>garantire scalabilità, flessibilità ed elasticità necessarie alle specifiche esigenze aziendali</strong>, offrendo un&#8217;esperienza AWS nativa con una profonda integrazione dei servizi AWS pronti all&#8217;uso e supporto per modelli API, CloudFormation e Terraform per consentire l&#8217;automazione dei flussi di lavoro end-to-end.</p>



<p>Ad esempio, utilizzando <a href="https://www.ibm.com/cloud/blog/announcements/ibm-maximo-application-suite-as-a-service-on-amazon-web-services" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>IBM Maximo Application Suite as-a-Service</strong></a>, un produttore sarà in grado di <strong>adottare un approccio flessibile</strong>, basato sull&#8217;intelligenza artificiale, per <strong>monitorare e mantenere le apparecchiature efficienti</strong>, o prevedere potenziali guasti meccanici e risolverli prima che creino interruzioni. </p>



<p>Sfruttando un <strong>modello di consumo scalabile per queste applicazioni</strong>, le aziende e le organizzazioni possono risparmiare capitale e destinarlo all’innovazione, alla prototipazione, all’acquisto di nuovi strumenti e alla produzione.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Garantita la Bring Your Own License</strong></h2>



<p>La <strong>disponibilità di questi prodotti SaaS</strong> integra il <strong>portafoglio IBM di oltre 30 software</strong> che attualmente possono essere <strong>distribuiti su AWS Marketplace</strong>, con la possibilità di usufruire del servizio denominato <strong>Bring Your Own License</strong> (BYOL).&nbsp;</p>



<p>In pratica, <strong>gli utenti che dispongono già di una propria licenza</strong> possono accedere al software più rapidamente.</p>



<p>Tutto ciò garantisce alle aziende un <strong>set completo di opzioni per creare ed eseguire software</strong> nelle modalità che meglio soddisfano le proprie specifiche esigenze.</p>



<p>Per ulteriori informazioni, visita <a href="https://www.ibm.com/strategic-partnerships" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>IBM Strategic Partnerships</strong></a> e <a href="https://www.ibm.com/software" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>IBM Software</strong></a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 KPI fondamentali nel Digital Marketing</title>
		<link>https://www.open-box.it/kpi-fondamentali-digital-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 15:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[KPI]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=18879</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se sei un marketer, ecco i 5 KPI fondamentali nel digital marketing, quelli da tenere sott’occhio per monitorare la tua strategia.</p>
<p>The post <a href="https://www.open-box.it/kpi-fondamentali-digital-marketing/">5 KPI fondamentali nel Digital Marketing</a> appeared first on <a href="https://www.open-box.it">Open-Box</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una <strong><a href="https://www.open-box.it/data-driven-strategy/" target="_blank">strategia di marketing</a> è valida</strong> solo quando puoi verificarne l’efficacia, analizzando se gli obiettivi che ti sei prefissato sono stati effettivamente raggiunti.</p>



<p>La <strong>fase di analisi</strong> ti permette di capire quali punti della tua strategia sono da ottimizzare e quali da eliminare.</p>



<p>I <strong>KPI sono gli indicatori chiave di prestazione </strong>(Key Performance Indicator), ovvero valori numerici che <strong>riflettono i risultati della tua strategia di marketing</strong> e ti mostrano le informazioni necessarie per capire <strong>cosa funziona o non funziona e dove migliorare</strong>.</p>



<p><strong>Monitorare in modo costante i KPI</strong> ti permette di comprendere meglio il tuo pubblico di destinazione e quali sono le mosse giuste che lo spingono ad agire verso i tuoi obiettivi.</p>



<p>Se sei un <strong>marketer</strong>, ecco i <strong>5 KPI</strong> <strong>fondamentali nel digital marketing</strong>, quelli da tenere sott’occhio, <strong>segnalati da </strong><a href="https://www.forbes.com/sites/forbesagencycouncil/2022/04/14/5-important-digital-marketing-kpis-to-track/?sh=3db41bf54040" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Forbes in un recente articolo</strong></a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1. Tasso di coinvolgimento</strong></h2>



<p>Come sappiamo, il <strong>potere dei social media è davvero importante</strong> e, in alcuni casi, quando un <strong>contenuto diventa virale</strong> può assumere una forza prorompente.</p>



<p>Capire se stai producendo <strong>contenuti utili e di valore</strong> è fondamentale, anche per sapere dove indirizzare i tuoi sforzi.</p>



<p>Se ci rifletti un attimo, sarebbe stupido <strong>impiegare tempo e risorse</strong> per realizzare, ad esempio, un carosello su Instagram, quando quello che hai pubblicato la settimana scorsa non ha dato i risultati sperati.</p>



<p>Questo è il motivo per cui un <strong>KPI importante per la tua strategia di marketing è il tasso di coinvolgimento.</strong></p>



<p>Per il tuo brand o la tua azienda è fondamentale avere una <strong>presenza rilevante nel panorama digitale</strong>, quindi è necessario <strong>monitorare il tuo pubblico</strong> e quali contenuti stanno ricevendo maggiore <strong>visibilità, azione e coinvolgimento.</strong></p>



<p>Sebbene vorremmo che tutti i nostri contenuti siano coinvolgenti, bisogna <strong>avere aspettative realistiche per quanto riguarda il tasso di coinvolgimento</strong>.</p>



<p>Devi mettere in conto che <strong>nessuna strategia di marketing porterà risultati soddisfacenti sul 100% dei contenuti</strong>, ma almeno un 75% dei tuoi contenuti dovrebbe portare un tasso di coinvolgimento dell&#8217;1%-5%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Percentuale di clic (CTR)</strong></h2>



<p>Il <strong>CTR &#8211; Click-through rate</strong>, ovvero la <strong>percentuale di click ottenuti</strong>,<strong> </strong>è<strong> </strong>un<strong> KPI</strong> monitorato per verificare quanti click ha generato il tuo link sul totale di impression.</p>



<p>Questa metrica è fondamentale per capire <strong>quante persone vedono il tuo contenuto e interagiscono con esso</strong>, cliccandoci, e può fornirti informazioni rilevanti per <strong>impostare al meglio la tua strategia di marketing</strong>: in media, <strong>un CTR superiore all&#8217;1% è un buon risultato</strong>.</p>



<p>Se non sei soddisfatto, <strong>la revisione del CTR storico della campagna</strong> ti aiuta a capire cosa non funziona per implementare una nuova strategia, basata su fattori come <strong>il pubblico, i contenuti e l&#8217;invito all&#8217;azione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Tasso di conversione</strong></h2>



<p>Il <strong>tasso di conversione</strong> è il KPI che ti darà l’opportunità di comprendere se oltre a <strong>convincere l&#8217;utente a fruire dei tuoi contenuti</strong>, sei stato capace anche di <strong>completare e concretizzare l’obiettivo finale</strong>.</p>



<p>Il tuo <strong>tasso di conversione</strong> è essenzialmente il numero di persone che hanno <strong>eseguito l&#8217;azione richiesta diviso per il numero totale di utenti che hanno eseguito la prima azione</strong>.</p>



<p>Ad esempio: se stai eseguendo una campagna di acquisizione e-mail e 1.000 persone hanno cliccato sul pulsante per registrarsi, ma solo 100 di loro hanno fornito correttamente la loro e-mail (la conversione), significa che il tasso di conversione è del 10%.</p>



<p>Per concludere,<strong> il KPI è il risultato di quanti lead sono stati convertiti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. Posizionamento delle keyword</strong></h2>



<p>Le <strong>keyword</strong> sono importanti perché aiutano a stabilire di cosa parla il tuo contenuto, e <strong>i <a href="https://www.open-box.it/migliori-alternative-google/" target="_blank">motori di ricerca</a> sono progettati per individuare le parole chiave più rilevanti</strong>.</p>



<p>Ecco perché <strong>il posizionamento è fondamentale in una strategia di marketing</strong>.</p>



<p><strong>Analizzare se la tua pagina web si trova nella posizione che desideri per le parole chiave scelte</strong>, ti consente di essere visto da un numero più alto di potenziali clienti.&nbsp;</p>



<p>Questa metrica è importante per capire <strong>quali keyword ottimizzare se il risultato non fosse soddisfacente, migliorando contenuto, tag, link building</strong>.</p>



<p>Ricorda di fare una <strong>selezione delle keyword</strong> a priori perché è fondamentale restare pertinenti, soprattutto su contenuti verticali dedicati ad un settore specifico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5. Costo di acquisizione del cliente (CAC)</strong></h2>



<p>Un&#8217;altra metrica utile da monitorare nella tua strategia di marketing è il <strong>costo di acquisizione del cliente (CAC)</strong>: il costo che un&#8217;azienda deve sostenere per acquisire nuovi clienti.</p>



<p>Questo <strong>KPI ti aiuta a determinare il costo dell&#8217;importo totale impiegato per trasformare un utente in un cliente</strong>.</p>



<p>Questa metrica è utilizzata spesso nell&#8217;analisi della pubblicità a pagamento, soprattutto nelle aziende di e-commerce, vendita al dettaglio e B2B.</p>



<p>Il tuo <strong>costo di acquisizione del cliente viene calcolato dividendo l&#8217;investimento di marketing totale per il numero di clienti acquisiti</strong>.</p>



<p>Questo significa che spesso è <strong>la statistica più importante quando si decide se una campagna è efficace</strong> nel generare entrate nell&#8217;acquisizione di clienti.</p>



<p>Il <strong>monitoraggio del CAC nelle tue campagne di marketing digitale</strong> può aiutarti a determinare un <strong>budget più efficiente in futuro</strong> e consentirti di verificare dove aumentare o ridurre le tue risorse.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p>In definitiva, <strong>stabilire obiettivi aziendali chiari, analizzarli e adattarli posizionerà il tuo brand o la tua azienda in modo efficace</strong>.&nbsp;</p>



<p>Queste <strong>cinque importanti metriche di marketing digitale</strong> ti indicheranno la strada giusta per misurare costantemente i tuoi progressi digitali.</p>



<p>Intervenire quando necessario per <strong>raggiungere i tuoi KPI ideali</strong> è una soluzione vincente per <strong>ottimizzare la tua strategia di marketing</strong>.</p>
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		<title>I 4 pilastri della digital transformation</title>
		<link>https://www.open-box.it/digital-transformation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 15:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital transformation]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=18129</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come condurre un percorso di digital transformation in azienda? Ecco 4 pilastri su cui costruire la propria strategia, secondo l'Harvard Business School.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da anni ormai si parla di <strong>digital transformation (o trasformazione digitale, in italiano)</strong>, e nonostante ciò per molte aziende resta una <strong>sfida spesso scoraggiante</strong>.</p>



<p><strong>Non sempre</strong> <strong>la direzione da prendere è chiara e ben delineata</strong>, tanto che a volte <strong>la domanda su cosa davvero trasformare trova una risposta confusa</strong>: vendite, marketing, i servizi IT?</p>



<p>Di conseguenza, non comprendendo in che reparto agire, la situazione si confonde ancora di più con <strong>l’assegnazione per determinati ruoli a persone sbagliate</strong> con competenze inadeguate, rendendo <strong>il progetto di digital transformation un vero fallimento</strong>.</p>



<p>La chiave di tutto è iniziare a capire che <strong>la trasformazione digitale non dipende da un’unica azione</strong>, ma è <strong>un percorso con varie sfaccettature e obiettivi diversi</strong>, a seconda della<strong> maturità digitale del settore e dell’azienda</strong>.</p>



<p>Il <strong>concetto alla base non è univoco</strong> e può <strong>significare molte cose diverse in rapporto alle diverse parti dell&#8217;organizzazione</strong>.</p>



<p>Comprendere questo aiuta ad <strong>articolare il tipo di digital transformation da attuare</strong> e come pianificarla di conseguenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i 4 Pilastri della </strong>Digital transformation</h2>



<p>L&#8217;<strong>Harvard Business Review</strong>, progetto editoriale della <strong>Harvard Business School e dei suoi studenti</strong>, ha effettuato <a rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)" href="https://hbr.org/2022/01/the-4-pillars-of-successful-digital-transformations" target="_blank"><strong>una ricerca sulle aziende in fase di digital transformation</strong></a>, offrendo un <strong>quadro semplificato per eliminare la confusione</strong>.</p>



<p>La struttura portante delinea i <strong>quattro pilastri della trasformazione digitale,</strong> visibili attualmente nelle aziende: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>miglioramento dell&#8217;IT;</li><li>operazioni di digitalizzazione;</li><li>marketing digitale;</li><li>nuove attività digitali.&nbsp;</li></ol>



<p>Tutti e quattro fanno parte del <strong>percorso di trasformazione digitale della maggior parte delle aziende</strong>, ma senza comprenderne le differenze non si sa<strong> cosa fare e come investire in questo processo</strong>.</p>



<p>Comprendere <strong>le differenze esistenti tra i 4 pilastri principali</strong> e le loro <strong>rispettive esigenze</strong> può aiutare a fare <strong>compromessi intelligenti </strong>quando necessario.</p>



<p>Vediamo una <strong>descrizione dei 4 pilastri</strong> riportata nell&#8217;articolo summenzionato per capire <strong>da</strong> <strong>quale partire per la tua azienda</strong> in base al tuo <strong>contesto</strong>, alle tue <strong>esigenze</strong> e alla <strong>maturità digitale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>1. Miglioramento dei servizi IT</strong></h2>



<p>Per molte aziende, la <strong>digital transformation</strong> inizia con l&#8217;<strong>aggiornamento dell&#8217;infrastruttura IT</strong>.</p>



<p>Un&#8217;opportunità per <strong>modernizzare le piattaforme IT e di comunicazione</strong> interne, che una volta completato fornisce alla tua azienda l&#8217;<strong>accesso a strumenti aggiornati</strong>.</p>



<p>Di conseguenza, questo miglioramento offre una <strong>maggiore efficienza dei dipendenti, soddisfazione dei clienti e minori costi di manutenzione dell&#8217;IT.</strong> </p>



<p>Alcune aziende hanno già iniziato, ma molte altre stanno ancora cercando di <strong>capire come aggiornare l&#8217;infrastruttura digitale</strong>, un percorso che richiede <strong>professionisti del settore IT e tempo e risorse da investire</strong>.</p>



<p>Le <strong>aziende che avevano già iniziato una digital transformation prima della pandemia di COVID-19</strong> se la sono cavata molto meglio rispetto a quelle che non l&#8217;hanno fatto, ma per loro è necessario <strong>investire ancora</strong> per utilizzare <strong>strumenti sempre più avanzati come l&#8217;intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p>In linea generale, in un’azienda <strong>il ruolo che si occupa di questo pilastro della digital transformation è il direttore informatico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2. Digitalizzazione delle operazioni&nbsp;</strong></h2>



<p>Il <strong>secondo pilastro fondamentale della trasformazione digitale </strong>è la <strong>digitalizzazione delle operazioni </strong>per ottimizzare, semplificare e razionalizzare i processi esistenti. </p>



<p>L&#8217;obiettivo è <strong>utilizzare strumenti digitali per semplificare la crescita del business</strong>, e nella sua forma più elementare questo processo consiste nel <strong>sostituire le attività analogiche con quelle digitali</strong>. </p>



<p>In casi più complessi, si tratta di <strong>riprogettare il sistema</strong> per soddisfare le esigenze dei clienti. </p>



<p>Ad esempio, quando <strong>PayPal</strong> in passato inviava <strong>pagamenti tramite e-mail</strong>, aveva molto tempo per<strong> garantire la conformità normativa</strong>, ma per <strong>abilitare i pagamenti istantanei </strong>richiesti nel mercato odierno è stato necessario <strong>riorganizzare l&#8217;organizzazione</strong>, unendo <strong>divisioni un tempo separate per i pagamenti e la conformità in un&#8217;unica entità</strong>.</p>



<p>La <strong>digitalizzazione delle operazioni è un pilastro fondamentale della trasformazione digitale</strong> e, all’inizio, un&#8217;azienda può cominciare il suo percorso <strong>digitalizzando i processi </strong>e, man mano che matura, riprogettarli secondo le esigenze. </p>



<p>Tutto ciò <strong>richiede tempo e tecnologia</strong>, ma porta <strong>vantaggi in termini di risparmio di tempo, denaro e personale</strong>.</p>



<p>Questo processo spesso ha più successo se <strong>guidato dal direttore finanziario oppure dal direttore operativo di un’azienda</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3. Digital Marketing</strong></h2>



<p>Il terzo pilastro, il <strong><a href="https://www.open-box.it/brand-activation/" target="_blank">Digital Marketing</a></strong>, è necessario per <strong>conquistare clienti, aumentare l’autorevolezza del marchio, profilare i clienti o semplicemente vendere online</strong>.</p>



<p>Questo pilastro spesso è considerato marginale, eppure è importante per <strong>orientare il business aziendale ponendo al centro il cliente</strong>, che si avvale ogni giorno di più del digitale.</p>



<p>Di conseguenza, l’azienda deve tenere il passo e <strong>adottare <a href="https://www.open-box.it/data-driven-strategy/" target="_blank">strategie di marketing basate sull’analisi dei dati</a></strong> per ottenere elementi misurati ad orientare le sue campagne.</p>



<p>Il Digital Marketing richiede <strong>risorse diverse</strong> rispetto agli altri pilastri, come <strong>competenze di analisi dei dati e l’utilizzo di strumenti di Search Marketing, oltre</strong> ad una <strong>strategia omnicanale</strong>.</p>



<p>Diversi rivenditori globali utilizzano <strong>canali digitali e analisi predittiva</strong> per <strong>accedere a potenziali clienti</strong>, <strong>creare mercati digitali</strong>, <strong>campagne virali e di targeting geografico</strong>. </p>



<p>Allo stesso modo, <strong>le aziende li utilizzano per identificare e agire sui comportamenti critici dei clienti</strong>, ad esempio identificando quelli che potrebbero abbandonare il servizio e quindi intervenendo prima.</p>



<p>In genere, <strong>il ruolo che guida queste operazioni è il direttore marketing, </strong>capace di <strong>verificare il ritorno sugli investimenti, la riduzione dei costi di acquisizione dei clienti e la generazione di una grande quantità di dati preziosi</strong>, utilizzabili per acquisire nuovi clienti e gestire meglio quelli esistenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4. Nuove attività</strong></h2>



<p>Il <strong>digitale apre molte nuove opportunità</strong> per le aziende affermate e riuscire a coglierle potrebbe risultare <strong>piuttosto vantaggioso</strong>, ma richiede sia <strong>lo sviluppo dell&#8217;innovazione</strong> che l’acquisizione di <strong>capacità digitali</strong> per orientarsi verso <strong>nuove attività di crescita</strong>. </p>



<p>Il digitale può offrire l&#8217;<strong>opportunità di creare nuovi modelli di business</strong>, <strong>nuovi prodotti e servizi</strong>, e anche di collaborare con un ampio ecosistema per creare nuove fonti di crescita.</p>



<p>Di solito, <strong>il CEO guida tali iniziative</strong>, grazie alle <strong>competenze sui requisiti di investimento e sulle nuove opportunità di business</strong>. </p>



<p>La <strong>maggior parte delle aziende ha queste opportunità a portata di mano</strong>, ma saperle sfruttare richiede una <strong>maggiore maturità digitale</strong> rispetto a un potenziamento IT o ai processi di digitalizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il viaggio della Digital Transformation</strong></h2>



<p>Tutti coloro che sono<strong> impegnati nella trasformazione digitale </strong>lo descrivono <strong>come un viaggio</strong>, che <strong>richiede tempo e una serie di step evolutivi</strong>, talvolta rivoluzionari. </p>



<p>Come in ogni viaggio, però, prima bisogna decidere dove andare. </p>



<p>In genere, <strong>le aziende iniziano con il potenziamento dell&#8217;IT e le operazioni di digitalizzazione</strong>, seguite dal <strong>digital marketing e dalla creazione di nuove attività</strong>. </p>



<p>Ma <strong>tutti e quattro i pilastri sono importanti</strong> e possono realizzarsi anche in un altro ordine. </p>



<p>La <strong>chiave del successo sta nel capire che la trasformazione digitale comprende molti ambiti diversi</strong> e avere <strong>il leader, le risorse e il budget giusti</strong> per il viaggio verso ogni diverso pilastro può contribuire notevolmente al <strong>buon esito del processo</strong>.</p>
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		<title>Questo è il mindset giusto per lavorare bene da remoto</title>
		<link>https://www.open-box.it/mindset-lavorare-da-remoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 15:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tech news]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da remoto]]></category>
		<category><![CDATA[mindset]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=17871</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mentalità con la quale ci approcciamo allo smart working può renderci più produttivi. Vediamo insieme qual è il giusto mindset per lavorare da remoto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Secondo quanto affermato da un recente <strong>studio realizzato dalla prestigiosa Cambridge Judge Business School</strong> (lo trovi <a href="https://www.jbs.cam.ac.uk/insight/2022/remote-working-mindset/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label=" (apre in una nuova scheda)"><strong>qui</strong></a>), la mentalità con la quale ci approcciamo allo <strong>smart working</strong> può renderci<strong> più produttivi</strong>.</p>



<p>Per ottenere <strong>risultati soddisfacenti lavorando da remoto</strong> occorrono alcuni <strong>fattori essenziali</strong>, come <strong>un ambiente privo di distrazioni, illuminato adeguatamente </strong>(preferibilmente con luce naturale per la maggior parte del tempo) e <strong>configurato tecnologicamente in modo adatto</strong>.</p>



<p>Ciononostante, anche disponendo di queste risorse, <strong>alcuni riescono ad essere produttivi</strong> <strong>mentre altri hanno grandi difficoltà</strong>, preferendo il lavoro in ufficio.</p>



<p>Perché accade questo?</p>



<p>Di certo, molto dipende dalla <strong>predisposizione a lavorare in team a distanza</strong>, così come <strong>dall’età e dalla personalità individuale, </strong>ma non solo!</p>



<p>Secondo lo studio summenzionato, intitolato <strong>“Remote work mindsets predict emotions and productivity in home office: a longitudinal study of knowledge workers during the COVID-19 pandemic”</strong> e pubblicato su Human-Computer Interaction, <strong>c’è un fattore che conta più degli altri: la giusta mentalità</strong>.</p>



<p>La pandemia ha acceso un ampio <strong>dibattito sui vantaggi e gli svantaggi dello smart working</strong>, e questo studio è giunto alla conclusione che <strong>essere più produttivi dipende molto dal nostro approccio mentale al lavoro a distanza</strong>.</p>



<p>Vediamo perché.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meno produttivi con mentalità fissa</strong></h2>



<p>Il <strong>team di Cambridge</strong> ha intervistato <strong>113 lavoratori svizzeri</strong>, provenienti da settori tra cui istruzione, IT, consulenza e salute, scoprendo che <strong>coloro che hanno una &#8220;mentalità di crescita&#8221;<em> </em>nel lavorare a distanza se la cavano meglio</strong>.  </p>



<p>Questa non è una novità in senso stretto, poiché molte ricerche hanno dimostrato che<strong> i bambini che pensano di poter migliorare le proprie prestazioni,</strong> impegnandosi, sono <strong>più resilienti e di successo</strong> rispetto ai bambini che pensano, invece, dipenda tutto da un <strong>talento innato</strong>. </p>



<p>La ricerca ha dimostrato che questo è vero anche per chi <strong>lavora a distanza</strong>: la <strong>mentalità conta</strong>, basta comprendere che <strong>lavorare bene da remoto è un&#8217;abilità da poter sviluppare e non una caratteristica della personalità individuale.</strong></p>



<p>Lo studio evidenzia, attraverso le interviste effettuate, che </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;i lavoratori d&#8217;accordo sul fatto che le persone siano o meno predisposte per lavorare a distanza tendevano a provare emozioni più negative e meno produttive durante lo smart working&#8221;</em>.</p></blockquote>



<p>Cosa vuol dire? In pratica, alcuni lavoratori sono <strong>convinti che per riuscire ad essere produttivi lavorando da remoto sia necessario esserci portati</strong>, avere come una propensione naturale a questa modalità di lavoro. Di conseguenza, <strong>chi è privo di questa mentalità innata è condannato ad esprimersi male o peggio con lo smart working</strong>. </p>



<p>Lo studio condotto dal Dr. Jochen Menges della Cambridge Judge Business School e dell&#8217;Università di Zurigo ha, invece, dimostrato che <strong>per riuscire nel lavoro da remoto è necessario abbandonare questo approccio deleterio e convincersi che quella propensione non è affatto naturale e innata, ma può essere appresa</strong>, come una qualsiasi skill e competenza professionale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mentalità di crescita e buona volontà</strong></h2>



<p>Quindi, per <strong>essere produttivi in smart working </strong>bisogna avere <strong>una mentalità di crescita</strong> e <strong>pensare al lavoro da remoto come ad</strong> <strong>un’abilità da acquisire e perfezionare.</strong></p>



<p>Viviamo in un periodo storico in cui, a causa principalmente della pandemia, <strong>il ricorso a modalità di lavoro più fluide e flessibili è e sarà sempre più diffuso</strong>, e sapere che<strong> tutti i lavoratori possono imparare ed essere produttivi a patto di avere il giusto mindset e tanta buona volontà a cambiare e adeguarsi</strong>. </p>



<p>I lavoratori e i datori di lavoro dovranno capire che <strong>i migliori strumenti e flussi di lavoro per lavorare a distanza</strong> <strong>sono accessibili a tutti,</strong> ed <strong>anche chi fa più fatica ad adeguarsi può migliorare se si convince che non esiste un limite di carattere fisiologico insormontabile</strong>, che lo rende semplicemente inadeguato. </p>



<p><strong>Può imparare, come fa con qualsiasi altra competenza acquisita e da acquisire.  </strong></p>



<p><strong>Ecco cosa serve per lavorare bene da remoto!</strong></p>
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		<title>Open-Box lancia l&#8217;Osservatorio Nazionale Influencer Marketing (ONIM)</title>
		<link>https://www.open-box.it/open-box-lancia-losservatorio-nazionale-influencer-marketing-onim/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 08:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Influencer Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=11690</guid>

					<description><![CDATA[<p>Open-Box da sempre in prima linea nell’influencer marketing lancia l’ONIM(Osservatorio Nazionale Influencer Marketing), un’associazione no profit aperta a tutti gli...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Open-Box da sempre in prima linea nell’<a href="https://www.open-box.it/influencer-marketing/" target="_blank">influencer marketing </a>lancia <a href="http://www.onim.it" target="_blank">l’ONIM</a>(Osservatorio Nazionale Influencer Marketing), un’associazione no profit aperta a tutti gli stakeholder che operano nel settore.</p>
<p>Nato dalla congiunzione di alcuni più rilevanti player di settori italiani, l’ONIM ha come obiettivo quello di <strong>informare e fare divulgazione sui temi legati all’influencer marketing,</strong> proponendo best practice e dati sulla situazione del mercato italiano.</p>
<p>Con la nascita dell’ONIM arriva anche il <a href="https://www.onim.it/report/" target="_blank">primo report</a>, analisi con l’obiettivo di delineare con maggiore chiarezza l’influencer marketing in Italia. Venti chart accompagnate da approfondimenti per comprendere aspetti come la soddisfazione, le attività e i canali utilizzati, la selezione e l’analisi dei risultati. Insight raccolti nel 2018 attraverso dei survey proposti ai professionisti del settore e alle aziende impegnate sul tema dell’influencer marketing.</p>
<p>Questi dati, e i successivi report a cui si può accedere attraverso il sito <a href="http://www.onim.it/" target="_blank">www.onim.it</a>, hanno come obiettivo di <strong>fare finalmente cultura</strong> sull’influencer marketing, facendo così crescere la coscienza di marketer e brand e spingendoli ad avere un approccio più critico e strategico. C’è l’esigenza di avere un’istantanea reale dello scenario italiano andando oltre percezioni e mode.</p>
<p>“Da professionista impegnato quotidianamente in progetti d’influencer marketing dice<b> Matteo Pogliani, founder dell’ONIM e partner di Open-Box, </b>sentivo, come tanti, l’esigenza di avere un’istantanea reale dello scenario italiano andando oltre percezioni e mode. L’estrema attenzione attorno al tema influencer ha sì portato maggiore attenzione, ma ancora poca consapevolezza.</p>
<p>I dati di questo e dei successivi report hanno proprio l’obiettivo di fare finalmente cultura sull’influencer marketing, facendo così crescere la coscienza di marketer e brand e spingendoli ad avere <strong>un approccio più critico e strategico</strong>. Una base di partenza, il report, su cui confrontarsi e, ove possibile, migliorare.</p>
<p>Ringrazio<b>Comunicatica</b>,<a href="http://www.viralbeat.com/" target="_blank">Viralbeat</a> e <a href="https://vidoser.app/" target="_blank">Vidoser</a>, partner che hanno da subito appoggiato il progetto ONIM, <a href="http://www.iusve.it/" target="_blank">IUSVE</a>, partner istituzionale e accademico e tutti i partner tecnologici che ci permetteranno di accrescere le attività dell’Osservatorio.”</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Open-Box e Comunicatica: insieme per la social &#038; digital innovation</title>
		<link>https://www.open-box.it/open-box-comunicatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 11:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[digital content]]></category>
		<category><![CDATA[inbound marketing]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.open-box.it/?p=11157</guid>

					<description><![CDATA[<p>Open-Box annuncia con grande soddisfazione il suo recente ingresso nel Gruppo Comunicatica, la digital agency milanese di nascita, europea di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Open-Box annuncia con grande soddisfazione il suo recente ingresso nel Gruppo Comunicatica, la digital agency milanese di nascita, europea di crescita, guidata da Jacopo Paoletti.</p>
<p>Le motivazioni che hanno spinto alla partnership sono molteplici: da una parte il know-how e la competenza comune alle due agenzie, dall’altra il potenziamento di entrambe nei temi caldi della <strong>social &amp; digital innovation</strong>.</p>
<p>Il fine comune è quello di diventare il punto di riferimento nel <strong>mercato nazionale e internazionale</strong>, dove i rapporti tra utenti e realtà aziendali dipendono e dipenderanno in misura sempre crescente dal loro legame nel placement digitale.</p>
<p>La collaborazione vedrà da un lato <strong>Simone Carusi</strong> e <strong>Matteo Pogliani</strong>, rispettivamente CEO e Digital Strategist di Open-Box, diventare partner e figure chiave in <strong>Comunicatica</strong>, dall’altro Jacopo Paoletti, founder e CEO del gruppo, entrerà in Open-Box come partner e CMO.</p>
<p>Tutto questo ci permetterà di affrontare le sfide del domani con competenza e abilità crescenti, superando le barriere regionali in vista di panorami sempre più ampi.</p>
<p><strong>Social media, digital content, inbound marketing, influencer marketing</strong> saranno solo alcuni tra i contenuti più discussi, progettati, investigati e adoperati nel 2018 e nel prossimo futuro. Vietato restare indietro! Open-Box e Comunicatica scelgono di andare avanti verso il futuro&#8230;e oltre!</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/R84ze-tOwmA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Confindustria Firenze sceglie Open-Box per la presentazione interattiva dell&#8217;Assemblea 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2015 13:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria firenze]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[prezi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione, creatività e comunicazione interattiva, ecco le caratteristiche della presentazione realizzata da OB per l&#8217;assemblea 2015 di Confindustria Firenze. La...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Innovazione</strong>, <strong>creatività</strong> e <strong>comunicazione interattiva</strong>, ecco le caratteristiche della <strong>presentazione</strong> realizzata da <strong>OB</strong> per l&#8217;<strong>assemblea 2015 di Confindustria Firenze</strong>. La prestigiosa associazione ha affidato al nostro team il materiale visivo di supporto al discorso del <strong>Presidente uscente Simone Bettini</strong>.</p>
<p>Non un semplice susseguirsi di slide ma un <strong>progetto grafico realizzato per essere dinamico e coinvolgente</strong>, capace di dare peso visivo all&#8217;intervento. Vi abbiamo incuriositi? Ecco qui la presentazione!</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/fkdmEahb7sU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Instagram &#8220;cattura e condivide i momenti musicali nel mondo&#8221; con @music</title>
		<link>https://www.open-box.it/instagram-cattura-e-condivide-i-momenti-musicali-nel-mondo-con-music/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Carusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 09:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social News]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram; Instagram @music]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come unire la passione per la musica e la voglia di scoprire nuovi artisti, concerti, live session o street artist...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come unire la <strong>passione per la musica e la voglia di scoprire nuovi artisti, concerti, live session o street artist in giro per il modo?</strong> <strong>Instagram</strong> ha pensato ad una soluzione, lanciando in queste settimane <strong>@music</strong>; letteralmente una <strong>sub-community all&#8217;interno del socialnetwork</strong> per gli amanti della fotografia effetto vintage. La pagina all&#8217;insegna della musica promette di far scoprire agli utenti <strong>&#8220;un punto di vista differente degli artisti che seguiamo e amiamo&#8221;</strong> ma progettano di stimolare anche la partecipazione attiva dei followers con un hashtag project a tema musicale, ancora tutto da definire ma che rispetti gli ormai noti costumi di Instagram.</p>
<p>Che dire, un&#8217;ottima <strong>occasione di visibilità per le new band e artist</strong>, ma anche un modo per attirare attenzione pubblicitaria, avendo già quasi centomila seguaci a poco più di due settimane dal lancio. <strong>Vedremo se il sig. Systrom sarà spinto a creare altri progetti simili, magari pensando al @fashion o al @food</strong>, senza mai dover rinunciare ai filtrini, che ci piacciono tanto tanto.    	</p>
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